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I sogni son desideri e qualcuno li avvera

Stefano Orofino, il campione di Rischiatutto, ci racconta il segreto del suo successo

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    Il campione di Rischiatutto è una persona schiva e riservata. Con il successo non si è montato la testa ma continua a essere disponibile e cordiale. Anzi, per sua stessa ammissione, ora che è a Milano, non vede l’ora di poter trascorrere qualche giorno a Cleto, il suo paese di origine, in compagnia dei familiari. Oggi è sotto i riflettori e ciò, più che provocargli disagio, gli sembra una situazione tutto sommato gestibile e passeggera. Insomma, da buon filosofo, Orofino ha la consapevolezza che, poiché nulla dura per sempre, bisogna godere dell’attimo e poi tornare a ciò che si è e si fa essenzialmente. Il campione di Rischiatutto è, difatti, docente di filosofia e storia ad Amantea-Cetraro, oltre che dottore di ricerca in “Teoria e storia della storiografia filosofica” presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università della Calabria. Ha all’attivo anche diverse pubblicazioni, alcune delle quali sull’opera di Adorno. Il filosofo francofortese aveva elaborato la nota teoria dell’industria culturale, ovvero una critica all’apparato dei media, che appiattisce la cultura, omologandola alle esigenze del sistema capitalistico. La televisione, in particolare, contribuisce a formare la cosiddetta cultura di massa, livellata e svuotata da ogni sano riferimento culturale: il prof Orofino ora, senza averlo previsto, vivendo questa esperienza televisiva, ne può verificare dall’interno le potenzialità e i limiti. Dentro al tubo catodico, secondo Orofino, di una persona vengono messi in risalto soprattutto alcuni aspetti della sua personalità, quelli utili al format, il resto viene moderatamente smorzato. Rischiatutto però rimane un programma libero, che propone all’attenzione del vasto pubblico concorrenti speciali sotto molti aspetti e nello stesso donne e uomini che vivono il loro mondo, la propria quotidianità. Alla domanda su quanto influisca il mestiere di insegnante sul suo nuovo ruolo, Stefano Orofino ha affermato che è fondamentale, sia per la cultura generale che gli fornisce sia per le informazioni sul mondo dello spettacolo che ricava dalla vicinanza e dal confronto con le giovani generazioni. Anche l’essere meridionale nel suo caso non è stato assolutamente un impedimento, anzi, gli ha procurato grandi soddisfazioni, come il ritorno in paese e l’accoglienza straordinaria ricevuta da tutta la collettività, cosa rara altrove. Addirittura a Ottawa la locale comunità di emigranti originari da Cleto lo segue nelle gare e lo ha invitato in Canada. Ma il prof Orofino, come dicevamo, non si è lasciato cambiare dalla notorietà, nonostante partecipi a molte trasmissioni e si sottoponga a numerose interviste. Continua ad amare e a cercare la vita semplice. Passato il tempo dei riflettori, dei viaggi da e per Milano, dallo studio vorace al chiuso di una stanza di albergo, ritornerà alla routine che tanto gli è familiare, agli affetti e ai volti di sempre. Sa che ad aspettarlo a Cleto c’è il pioppo di fronte casa sua, sa che sedersi proprio lì per lui non ha prezzo nè concorrenti.

    Tania Paolino

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