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CRONACA

BoCs Art, Cosenza nell’ispirazione di 22 artisti internazionali

Presentata oggi la prima residenza a cura di Giacinto Di Pietrantonio

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Venerdì 22 Giugno 2018 - 15:52

Una residenza artistica iniziata da soli due giorni e già con i 22 artisti selezionati fortemente inseriti nel tessuto urbano della città, a raccogliere svariati stimoli per la loro ispirazione. Visibilmente preparati sulla storia locale, molti sono attratti dai cori musicali, altri dalla ricerca del tesoro di Alarico (“che il sindaco Occhiuto ha veicolato per attrarre con ottimi risultati l’attenzione su Cosenza e i suoi progetti”), ed altri ancora, ad esempio, dai rituali tradizionali legati alla pratica del cosiddetto “affascino”. Più che una conferenza stampa quella di stamani nel BoCs Art Museum all’interno del complesso monumentale di San Domenico si è rivelato un interessante incontro conoscitivo che ha tenuto a battesimo le inclinazioni degli artisti di questa sessione che, dopo quella sulla creatività congolese e quella sul teatro, rappresenta la partenza ufficiale del nuovo corso firmato dal professore Giacinto Di Pietrantonio. I nomi degli artisti provenienti da diverse parti del mondo e presenti oggi in sala per il benvenuto dell’Amministrazione comunale, sono: Gabriele Di Matteo, Frederich Liver, Wang Hautian, Dragana Sapanjos, Marco Andrea Magni, Lucia Cristiani, Silvia Mariotti, Luigi Gaspare Marcone, Cleo Fariselli, Federico Chiari, Shigeru Saito, Ettore Basentini, Carlo Fei, David Reimondo, Corinna Gosmaro, Daniel Gonzalez, Luca Rossi, Giada Carnevale, Arcangelo Costanzo, Valentino Albini, Corrado Bove e Gianluca Malgieri. Il sindaco Mario Occhiuto proprio all’ultimo momento non è riuscito a intervenire perché intrattenuto fuori sede, ma a fare gli onori di casa c’erano l’assessore Matilde Spadafora Lanzino, la delegata del Sindaco alla Cultura Eva Catizone, ed il coordinatore artistico BoCs Art Maurizio Orrico. Al tavolo dei relatori, insieme al prof Di Pietrantonio, il dirigente alla Cultura Giampaolo Calabrese che, dopo aver tracciato l’excursus delle due precedenti sessioni, ha subito evidenziato: “Abbiamo cominciato la nuova curatela con la guida Di Pietrantonio con due residenze un po’ diverse ma che spiegano bene l’indirizzo che vogliamo seguire. Molti degli artisti congolesi che avevamo invitato erano stati bloccati alla frontiera per la guerra civile scoppiata in Congo. Questo dà il significato internazionale e sociale della strada che abbiamo intrapreso e che al suo centro ha proprio la mobilità. Cosenza tiene tantissimo a essere una città del sud con un suo progetto unico e di tali dimensioni”. Le residenze artistiche dei BoCs Art di Cosenza, ha sottolineato Calabrese, hanno numeri imponenti: “Registriamo un ricambio importante – ha aggiunto il dirigente alla Cultura dell’esecutivo Occhiuto - perché i BoCs vanno avanti da aprile fino a dicembre. Oltre al concetto fondamentale di mobilità, quest’esperienza racchiude quello dell’ospitalità degli artisti ma soprattutto dello scambio, della contaminazione, del confronto: cosa l’artista apprende dalla città e viceversa. Il loro passaggio qui è una sorta di drone che viaggia sulla città e ne fa una lettura dall’alto. Le opere che custodiamo in questo museo ne sono la sintesi: racconto e materia. Per tali motivi – ha concluso – il progetto realizzato dal sindaco Occhiuto si può considerare come una grande start up”. Giacinto di Pietrantonio, curatore amatissimo dagli artisti, che vive e mangia e si muove in mezzo a loro (così loro lo descrivono), ha messo in rilievo la qualità della selezione: “Un progetto unico nel suo genere – ha dichiarato - che ci permette di fare un lavoro di qualità nell’arte. Ho cercato di strutturare questo nuovo corso pensando che le opere non debbano poi andare a dormire nei magazzini e a questo scopo coinvolgeremo i cittadini. Gli artisti ne sono entusiasti. Con loro mi sono confrontato a proposito del Museo diffuso da portare nelle abitazioni private come pure nei luoghi pubblici, nei bar eccetera. I cittadini interessati – ha spiegato il professore - possono cominciare a proporsi fin d’ora, possono andare a trovare gli artisti nei BoCs Art per avviare una conoscenza. Dovranno garantire l’apertura delle loro case in determinati giorni come le giornate del Fai o la Notte dei musei, in sintesi diventeranno i curatori di queste opere”. Nella visione progettuale di Di Pietrantonio ci sono poi la collaborazione con il Festival del fumetto (era infatti presente all’incontro il direttore artistico Luca Scornaienchi), nonché dei work shop e l’apertura alla multimedialità delle residenze: “Inviterò anche dei curatori, facendo delle residenze miste – ha detto Di Pietrantonio – Arriveranno alcuni scrittori, registi, e declineremo la residenza in modo diverso con la scrittura che si coniuga col visivo”. E ancora: per l’anno prossimo sono in programma master class con studenti selezionati e provenienti da tutto il mondo. “Come si dice per il web? – ha chiosato con simpatia Giacinto Di Pietrantonio – Siamo un sito in costruzione”. E tutti gli input dall’esterno saranno recepiti con interesse.




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