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POLITICA

L'INTERVISTA ‘Questa terra deve essere amata e non maltrattata da amministratori incapaci’

Franco Laratta, esponente piddino analizza lo stato della Regione. “Il Pd? In Calabria non è mai nato veramente”

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Giovedì 05 Luglio 2018 - 10:38

“Credo che un assessore al turismo avrebbe potuto aiutare molto. Anche perché gli operatori del settore hanno bisogno di un riferimento costante. C’è bisogno insomma di un cervello politico alla testa di un dipartimento così importante e così strategico”. A parlare è l’esponente piddino Franco Laratta, già parlamentare. E, soprattutto, uno dei pochi politici cosentini, o meglio della Calabria, che ha le idee chiare e molto critico verso il suo partito.

Se in altre regioni l’estate significa possibilità di guadagni e lavoro, in Calabria, invece soltanto disagio e problemi. Esempio è la viabilità, coi lavori in corso sulla A2 e la statale 106 “eterna incompiuta”.

“Calabria, uno sfasciume pendulo sul mare” scriveva Giustino Fortunato qualche tempo fa.  La nostra terra è così difficile, tutto è più complicato. Ma poi ci si mettono la dannata burocrazia, le mille inefficienze, i ritardi infiniti, per cui d’estate troviamo cantieri che provocano disagio, disappunto. È una storia che va avanti da anni. Insopportabile”.

Per non parlare poi del mare. Solo poche le spiagge del Cosentino dove l’acqua non risulta inquinata. 

“Non c’è dubbio che noi abbiamo un mare spettacolare, anzi due mari!  Il nostro mare è tra i più belli d’Italia, ma non c’è dubbio che d’estate alcune zone del Tirreno Cosentino, sono particolarmente affollate, troppo affollate, per cui nascono problemi gravi. Poi mettici il cattivo funzionamento dei depuratori, alcune deficienze nei singoli comuni, i ritardi nella gestione degli impianti, la mancanza di risorse. Peccato! Ma speriamo che quest’estate possa essere migliore delle precedenti. Ce lo auguriamo. Perché la Calabria è così bella che merita di essere rispettata e amata. Non sfruttata e maltrattata da noi calabresi e da amministratori incapaci”

Il presidente della giunta regionale Oliverio, ha confermato che si ricandida, ha promesso cambiamenti, nuovi investimenti. Ma nulla di tutto ciò si vede. Tra l’altro è diventata una barzelletta la vicenda dell‘ospedale da realizzare a Cosenza

“Legittima la candidatura di Oliverio. Meno legittimo che il partito democratico non ci sia affatto a discuterne, a ragione e a decidere. La strada oggi è in salita. È difficile. 

Non sarà una passeggiata.   Oliverio è un grande conoscitore delle macchine e delle strategie elettorali. Ma deve stare attento perché il disagio è forte e il malcontento avanza. Poi bisogna vedere come affrontare una campagna elettorale così complessa e difficile. C’è ancora tempo.

Sull’ospedale di Cosenza veramente provo una profonda amarezza, anche rabbia, perché si sta sprecando tanto tempo. La sanità in Calabria è quasi da terzo mondo. Ci sono eccellenze, ci sono strutture che funzionano sia pubbliche che private, ma nel suo complesso siamo in condizioni estremamente critiche”.

Guccione ha sfidato Oliverio per le primarie dem per la candidatura alla Regione. Che ne pensa? 

“Credo che ancora sia tutto da decidere, da definire, non sappiamo veramente quello che accadrà da qui a qualche mese, c’è un anno e mezzo prima delle regionali. Un tempo veramente lungo”  

Lei è uno dei pochi esponenti piddini con le idee chiare. La batosta subita il 4 marzo ha di fatto frantumato il Pd. O ritiene che ci siano le possibilità di rinascita

“In realtà in Calabria il partito democratico forse non è mai nato veramente. È un partito anarchico, confuso, privo di un’idea e di una strategia. È amaro dirlo ma è un partito allo sbando. Io credo che il 4 marzo sia avvenuto quello che è accaduto già nei mesi e negli anni trascorsi: una sconfitta dietro l’altra. Ma quello che fa più rabbia è che la classe dirigente sia rimasta proprio posto, come se nulla fosse accaduto. Lo dico da tempo: c’è bisogno di una rivoluzione nella strategia del centrosinistra e del Pd. Ci deve essere una rottura, forte e definitiva con tutto quello che c’è stato finora.  Occorre fare spazio ad una nuova classe dirigente, ci vogliono idee profondamente nuove, direi rivoluzionarie. Diversamente andremo veramente a sbattere. E a farci molto male”.

In Calabria, sempre ricordando la sconfitta di marzo, nessuno ha avuto il coraggio di fare un mea culpa. 

“Tra le altre cose questa è la cosa più grave e imperdonabile. Ognuno è rimasto al suo posto, dopo quattro anni di continue sconfitte, come se nulla fosse accaduto”.

Infine, una nota positiva la nascita nella Presila di un comune grande e importante come Casali di Manco.

“Ed è veramente un fatto rivoluzionario: comuni che si uniscono, destini che coincidono, un futuro che si costruisce insieme. Peccato solo per la rottura politica che si è consumata anche l’interno dello stesso PD, che se non sanata lascerà veramente l’amaro in bocca. Peccato perché l’operazione dei Casali del Manco è stata una scelta coraggiosa e fortemente innovativa”

 

Astolfo Perrongelli

 




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