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CRONACA

Guru, questa diapositiva di oggi ti è venuta sfocata

Il ricordo di Carmine Calabrese

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Lunedì 16 Luglio 2018 - 15:0

Ma, un guru, muore davvero? Io credo di no. Credo di no, non perché io non creda nella morte e nella sua “stronzaggine” irriverente ma, perché, sono convinto che, alcune persone, esattamente come te, mio caro e fraterno amico Vincenzo Iaconianni, non muoiono davvero. Mai. Sì, perché di te, ci resta la tua allegria, la tua simpatia, il tuo modo di essere vero, spontaneo, genuino, il tuo modo, a volte insopportabile a volte tenero, di essere testardo, il tuo modo di essere, ma non per scelta o per vezzo, sempre controcorrente. Gli schemi, intesi come punti di vista e limitazioni mentali, non ti sono mai piaciuti. Di te ho tanti ricordi. Li sto rivedendo tutti nella mente. A volte sono talmente nitidi che sembra siano cose successe ieri, a volte mi appaiono distanti ma, non perché il passato se li è divorati, ma, solo perché le lacrime che mi stanno uscendo, bagnandoli li stanno leggermente sbiadendo. Vincè, quante ne abbiamo fatte e passate dentro Calabria Ora. Quante ce ne siamo raccontate, in quella saletta d’aspetto, tra un sorso dell’ennesimo caffè e il fumo delle sigarette. Ti ricordi, quando ti mettevi a fare il sindacalista? O quando c’insegnavi, esattamente come fa un guru, i segreti della guerra. Non quella dei nervi, non quella della pancia, non quella del “vaffa” ma, quella intelligente, quella che è un misto di pazienza e di astuzia. Quanti ricordi che mi vengono in testa. E, quante lacrime. Hai vissuto, sempre, in maniera leggera. Perchè, nonostante le difficoltà, gli impegni, gli imprevisti, i problemi, tu riuscivi a trovare sempre un lato positivo nelle cose. Per me sei stato un amico, un esempio, un bell’esempio. Lo sei, lo continuerai ad essere. Perchè, caro Guru, non è vero che non ci sei più. Sei nei cuori, sei pensieri, sei nei ricordi. E, sei in centinaia e centinaia di fotografie. Piene di sorrisi, piene di vita, piene di allegria. Esattamente com’eri, anzi come sei tu. T’immagino già in cammino verso la porta di una redazione. So che Alessandro ti sta aspettando. Abbracciamelo.




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