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CRONACA

Sila, storie di emigrazione ‘salpano' sulla Nave

Racconti e fotografie di un "esodo" doloroso e senza fine
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Giovedì 19 Luglio 2018 - 17:39
C’è una “nave” che attracca nel porto della coscienza. Non vaga per i mari, anzi, è in mezzo al verde della Sila, ma il suo carico è costituito da angosce e speranze, da nostalgie e fame, da distacchi e da integrazioni. Nella residenza storica della famiglia Barracco a Torre Camigliati e nei 60 ettari di verde in cui è situata, c’è la “Nave della Sila”, museo narrante dell’Emigrazione, che nel 2005, nata da un’idea del giornalista Gian Antonio Stella ma, soprattutto, di Mirella Barracco, presidente della Fondazione Napoli Novantanove, che promuove – tra l’altro – eventi letterari di elevato livello che si tengono prevalentemente durante l’estate. La “Nave” è un importante sito fisico che custodisce testimonianze fotografiche e documentali che meritano di essere visitate. Il museo ha una peculiarità non indifferente: non è solo memoria del passato, ma anche proiezione nel presente e nel futuro, in quanto l’emigrazione italiana di massa, fenomeno storicamente concluso e sostanzialmente rimosso dalla coscienza collettiva, è oggi sostituita dall’immigrazione di massa verso l’Italia. “La Calabria da terra di partenze è diventata terra di arrivi e bisogna essere pronti a questa nuova prova”, precisa Mirella Barracco. Oltre alle numerose fotografie (che spesso trasmettono angoscia e indignazione) c’è un breve video nel quale si narra, tra l’altro, dei campi di detenzione in Libia, del caporalato e dei diritti umani, dello sbarco a Bari nel ’91 del mercantile albanese Vlora (il più grande sbarco in Italia, sin qui, ben ventimila profughi). “Testimoniare rappresenta per chi ha vissuto questo viaggio un’opportunità non solo per far comprendere meglio le complesse e molteplici motivazioni che spingono gli uomini ad abbandonare la propria terra” - prosegue la dr.ssa Barracco – “ma anche l’occasione per denunciare e ricordare la drammatica esperienza di un viaggio, che in nome della speranza in una vita migliore nega e calpesta la dignità umana.” Peraltro, come detto dianzi, nel periodo estivo nel parco “Old Calabria” si svolge la rassegna letteraria “Incontri nel Parco”, giunta alla 17^ edizione, che anche quest’anno prevede la partecipazione di autori di spicco, tra i quali Gioacchino Criaco, Luca Addante e Massimo Iiritano, che presenteranno i loro più recenti lavori, nonché un’interessante esposizione documentale, a cura di Maria Teresa Iannelli, direttrice del Museo Archeologico dell’antica Kaulon e del laboratorio di restauro del Museo Nazionale di Reggio Calabria, e dell’archeologo Francesco Cuteri, sui mosaici ellenistici di Kaulon. Un’ottima occasione per coniugare interessi verso la cultura immersi nel paradiso della Sila, a pochissimi chilometri dalla sua “capitale”, Camigliatello Silano. Letterio Licordari



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