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CRONACA

Rende, parte da 150 cittadini l’agenda urbana di viale dei Giardini

Realizzare un ponte carrabile con zona ciclabile e pedonale, destinare i beni comuni ad attività di animazione culturale e sociale, sistemare gli spazi verdi. Sono alcune delle proposte emerse

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Venerdì 03 Agosto 2018 - 12:10

L’assemblea, promossa dall’associazione di volontariato I giardini di Eva, Madre terra e il coordinamento Decidiamo noi è stata un’occasione di incontro per i cittadini del quartiere che si sono confrontati ed hanno condiviso quattro punti prioritari: ponte carrabile, servizio navetta, riutilizzo beni abbandonati, verde pubblico. Il ponte carrabile permetterebbe di risolvere il problema di isolamento che vive la zona, così come l’attivazione di un servizio navetta che collegherebbe il quartiere con alcuni punti nevralgici (stazione ferroviaria di Rende e/o stazione dei pullman di Cosenza). Inoltre alcune strutture, attualmente degradate e non utilizzate come l’ex chiesa o l’ex centro minori, potrebbero essere destinate ad attività culturali e sociali e riconvertite in casa delle erbe, ludoteca, palestra, biblioteca, sala riunioni multifunzionale, ecc. Infine si potrebbero sistemare gli spazi verdi allestendo, per esempio, un parco giochi, sentieri pedonali, percorsi delle erbe aromatiche ed officinali e realizzando piazzette e orti sociali. Ad oggi sono state raccolte circa 150 firme di donne e uomini, giovani ed anziani del quartiere. La raccolta di adesioni continuerà anche a settembre. “Mettere a punto una metodologia di lavoro condivisa non è facile – ha dichiarato Nadia Gambilongo de I Giardini di Eva - ma la definizione di un'agenda comune è già un buon punto di partenza. L’aspetto più delicato è il dialogo e il confronto con le istituzioni. In quest’ambito la sperimentazione di buone pratiche di progettazione partecipata è ancora agli esordi, pertanto sarà necessario evitare sovrapposizioni, iniziative personali ed azioni isolate. Le imminenti elezioni amministrative rendono il campo maggiormente minato, ma la scommessa politica sulle buone pratiche che partono dal basso consiste proprio nel non farsi corrompere dal migliore offerente, privilegiando il bene comune per arrivare alla firma di un accordo chiaro con il sindaco che stabilisca tempi e modi di realizzazione degli interventi individuati nell’agenda di quartiere”. A breve il comitato si doterà di uno statuto.




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