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INPROVINCIA

Paterno Calabro, abusi edilizi: chieste le dimissioni del sindaco e di due assessori

Lo rendono noto alcuni consiglieri di minoranza 

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Martedì 16 Ottobre 2018 - 15:0

PATERNO CALABRO - I consiglieri comunali di minoranza del Comune di Paterno Riccardo Caputo, Vincenzo Lanza e Carmelino Caputo hanno chiesto le dimissioni del Sindaco Lucia Papaianni, del vicesindaco Francesco Mandarino e dell'assessore all'urbanistica Gennaro Borrelli per una serie di abusi edilizi di cui gli amministratori si sarebbero resi responsabili negli ultimi mesi.

Della richiesta di dimissioni i tre consiglieri comunali hanno anche informato il Prefetto di Cosenza.

“Agli abusi non c'è mai fine! - scrivono i consiglieri Riccardo Caputo, Vincenzo Lanza e Carmelino Caputo.  A Paterno Calabro rispettare la legge è ormai un optional. Con l'ultimo di una serie di abusi che stanno contraddistinguendo l'operato dell'Amministrazione Papaianni, riteniamo si sia toccato il fondo. Sfidiamo chiunque a rinvenire nel resto d'Italia un'Amministrazione che si comporta allo stesso modo.

I fatti. Nel pieno dell'estate, quando si crede erroneamente che la calura faccia venir meno la concentrazione e la soglia di attenzione, spunta come un fungo un manufatto di cemento armato in via Adua numero 3. Trattasi di costruzione assolutamente priva di permesso, con sovrastante un impalcato in legno lamellare, anche quest'ultimo privo del necessario permesso a costruire. Insomma, quello che viene definito un abuso vero e proprio.

Il primo ottobre scorso il segretario generale del Comune rende noto, attraverso l'albo pretorio, che esiste un verbale di accertamento della violazione di norme urbanistiche da parte dei Carabinieri della stazione di Dipignano e una conseguente ordinanza di sospensione dei lavori. Si potrebbe commentare: e allora? Dov'è lo scandalo? Sarà uno dei tanti abusi. Niente affatto! Sapete chi abita a via Adua numero 3? La moglie dell'Assessore all'urbanistica del Comune di Paterno che è la signora nei cui confronti è stato operato il sequestro del manufatto.

In un paese civile, per esempio in Svezia, in una situazione analoga, tutti, dal Sindaco, al vicesindaco, all'Assessore all'urbanistica, avrebbero rassegnato le dimissioni, senza batter ciglio. A Paterno no. Nessuna vergogna. Tutti restano in sella. Quello che è accaduto è inaccettabile e non è degno di un paese civile. Per questo, per far prevalere il buon senso, abbiamo chiesto noi, dopo aver informato anche Sua Eccellenza il Prefetto di Cosenza, le dimissioni di Sindaco, Vicesindaco e Assessore del Comune di Paterno, perché riteniamo che la misura sia colma. Non può un assessore all'urbanistica che dovrebbe garantire il rispetto delle leggi, in primis quelle urbanistiche, consentire delle opere abusive in casa della moglie che poi, fino a prova contraria, è anche casa sua. E' ora che facciano le valigie e si ritirino in buon ordine. E chiediamo a gran voce le loro dimissioni per più di una ragione. Dov'era il Sindaco Lucia Papaianni, che è anche responsabile dell'ufficio finanziario, quando l'abuso è stato perpetrato? Perché non ha vigilato come le imponeva la sua carica? E perché non ha censurato il comportamento dei suoi assessori, del Vicesindaco Francesco Mandarino, la cui posizione è ancora più grave perché è anche responsabile dell'Ufficio tecnico, e dell'assessore all'urbanistica Gennaro Borrelli che ha acconsentito ad un abuso da cui ha tratto vantaggio senza preoccuparsi minimamente di tutelare il territorio paternese, deturpato proprio da chi quegli abusi, per delega, dovrebbe impedirli?

Siamo certi che l'autorità giudiziaria accerterà presto le responsabilità e che a Paterno potranno tornare ad avere cittadinanza la civiltà e la democrazia”.

 

 




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