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CRONACA

Rende, l’amministrazione interviene sulla mobilitazione nazionale contro il decreto Pillon

Pasqua: “Aderiamo, proponendo il nostro sguardo di genere”

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Mercoledì 07 Novembre 2018 - 18:45

RENDE - “Aderiamo, proponendo il nostro sguardo di genere, alla mobilitazione nazionale indetta per il prossimo 10 novembre contro il disegno di legge 735, contenente le "norme in materia di affidamento condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità" in caso di divorzio o separazione”: così l’assessora alle pari opportunità del comune di Rende Marina Pasqua in merito alla proposta di legge Pillon che approderà al voto delle Camere senza possibilità di modifica.

È il sindaco Marcello Manna, poi, a porre l’accento sulla “negazione dei diritti civili che il ddl presuppone: il disegno di legge non contempla la necessità di entrare nel merito delle situazioni specifiche e reali rafforzando così l’arma dell’alienazione parentale”.

“Il testo –ha affermato l’avvocata- rappresenta il primo atto di un’opera di restaurazione di stampo patriarcale che, al momento, entra nel merito di questioni chiave quali l’affido, la genitorialità e il mantenimento e lo fa da un punto di vista discriminatorio e unilaterale. Questo approccio appare ancor più esecrabile nelle situazioni in cui la separazione nasce da un contesto familiare di violenza domestica ed abusi. È qui infatti che l’obbligo di mediazione familiare previsto dal ddl impone un accordo là dove non può esserci esponendo ad ulteriore violenza sia la donna che i figli. Appare dunque lampante come venga rinnegata la Convenzione di Istanbul sottoscritta dal nostro paese”.

“Il divorzio -ha proseguito la Pasqua- non è una scelta sempre sostenibile per le famiglie: è una scelta che spesso si paga a prezzo di un decisivo impoverimento a cui si va ad aggiungere la crescente dipendenza economica che ancora oggi rende le donne più vulnerabili”.




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