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CRONACA

Marco, l'ultimo saluto al clochard gentile

Don Antonio Abruzzini e padre Fedele hanno celebrato il suo funerale

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Lunedì 19 Novembre 2018 - 10:0

COSENZA - L’ultimo viaggio del clochard gentile. La sofferenza, spaventa. Spaventa, più chi la osserva che, chi, con estrema dignità e con grande coraggio, la viva, la sopporta e la “tratta” con affetto. Prendendosene cura, come se fosse qualcosa di prezioso, come se fosse qualcuno di cui prendersi cura. E’ questo che ci ha insegnato Karol, conosciuto da tutti come Marco, ucciso, in una afosa notte di metà agosto, da uno spintone e da un cazzotto di disumanità, sferratogli da un connazionale, nel silenzio della Villa Nuova. Karol o Marco, come preferite, era un clochard ma, era un uomo profondamente gentile, con una grande nobiltà d’animo, con un cuore ricco d’affetto, per tutti, con lo spirito “pulito” di chi ha un forte legame empatico con la gentilezza e la “frequenta” con gioia. Chi l’ha conosciuto, sa quanta dolcezza aveva dentro. Una dolcezza, così forte che, nessuna delle tante ferite che la vita gli aveva procurato, aveva mai spento. Per mesi, il corpo di Marco, è stato tenuto in una cella frigorifera dell’obitorio di Cosenza. Solo qualche giorno fa, grazie all’interessamento del Comune di Cosenza, grazie alla vasta rete di solidarietà degli ultimi e per gli ultimi e grazie a don Antonio Abruzzini e padre Fedele Bisceglia, amici e colonne di Marco, si sono celebrati i suoi funerali. Sia don Antonio, che padre Fedele, nel celebrare il rito funebre, hanno ricordato la figura di Marco, ne hanno esaltato la sua dolcezza e il suo animo gentile. I due “ministri” di Dio, erano commossi, avevano le lacrime agli occhi, avevano la voce tremante, di chi è sinceramente dispiaciuto e triste di dover rinunciare, per sempre, ad un amico. Anche i poveri, gli ultimi, quelli che con Marco, hanno diviso e condiviso le notti all’aperto, sfidando la fame, la sete, il freddo, non hanno smesso, nemmeno per un attimo di piangere. “Sei stato un povero in terra, ma ora sei ricco in Paradiso”. Marco, ultimo fra gli ultimi, con una grande e profonda fede interiore, sentendo tutto questo affetto per lui, si sarà commosso. E, dal Cielo, avrà sorriso.

Carmine Calabrese




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