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CRONACA

Cimitero dei migranti di Tarsia, Corbelli: “Molto deluso dalle esternazioni di Lucano”

“Tante sciocchezze dette. Lucano parla senza conoscere il progetto. Sono contento di non averlo invitato per la posa della prima pietra”

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Martedì 08 Gennaio 2019 - 11:45

“Sono deluso, sconcertato e indignato dalle parole (rilasciate ad una agenzia di stampa) di Mimmo Lucano, lo stesso sindaco che ho sempre difeso e che quest'estate per telefono aveva definito il Cimitero internazionale dei Migranti un'opera meravigliosa. Mi chiedo se ho parlato con lui o con un suo sosia! Al di là dell'infelice uscita di Lucano che parla non conoscendo il grande progetto umanitario e dicendo solo sciocchezze come quelle del luogo lugubre e della barriera di separazione dopo la morte”. Lo sostiene Franco Corbelli, leader di Diritti Civili. “Non sa il sindaco Lucano che la prima cosa che io, il presidente Oliverio e il sindaco di Tarsia, Ameruso, abbiamo stabilito è proprio l'integrazione anche dopo la morte prevedendo un unico cimitero che accolga i poveri migranti, nel rigoroso rispetto delle diverse culture religiose, e i defunti del paesino del cosentino, noto nel mondo per la sua accoglienza e umanità per la storia dell'ex campo di concentramento fascista più grande d'Italia, quello di Ferramonti, luogo di prigionia ma anche di grande umanità, dove, durante la guerra, nessuno degli oltre tremila internati subì mai alcuna violenza. Non sa Lucano la toccante lettera che ci ha scritto la zia del piccolo Alan Kurdi per ringraziarci per l'intitolazione della grande opera a questo bambino. Non sa Lucano che centinaia di poveri migranti, uomini, donne e bambini, quasi tutti senza volto, vengono seppelliti con un semplice numerino e dimenticati per sempre in tanti piccoli, sperduti camposanti. Non sa Lucano l'infinito valore di Civiltà di questa grande opera che darà dignità alla morte dei poveri migranti. Lui è convinto che esiste solo il modello Riace che gli auguro di dimostrare che è quello che abbiamo tutti pensato e apprezzato (dicendo sempre la verità e non le bugie come sul Cimitero dei Migranti!) e non quello opposto (per usare un eufemismo!) prospettato dalla magistratura. Non mi pento di averlo difeso. Sono invece contento, alla luce di questa sua assurda dichiarazione e palese bugia, di non averlo poi invitato per la posa della prima pietra, sabato 22 dicembre, a Tarsia, come avevamo inizialmente pensato con Oliverio e Ameruso. Ha dimostrato con quello che ha detto che non meritava di stare con noi per l'inizio della grande opera che il mondo apprezza e aspetta”.




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