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SPORT

Volley B maschile. Un Cosenza quasi bello beffato dal Palermo

Dopo cinque lunghi set, i siciliani, allenati dall’ex rossoblù Nicola Ferro, vincono al tie break, evitando una sconfitta che appariva certa. Bongiorno (26 punti) il migliore in campo. Azzeccate le mosse del Palermo, con l’ingresso di Brucia e Bellone nel corso della gara. Il muro arma vincente prima per Cosenza e poi per gli ospiti

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Mercoledì 20 Febbraio 2019 - 9:0

AREA BRUTIA COSENZA – MEDISYSTEM FABER PALERMO: 2-3 (25-20, 31,29, 18-25, 22-25, 8-15)

Cosenza: Gallo (3), Bongiorno (26), Facchetti (11), Dal Pozzo (14), Longo V. (cap., 9), Lezzi (7), Fabbian (L1), Mari, Longo F., Ruggiero, Sicilia (L2). All.: Francesco Perri.

Palermo: Garofalo (1), Gruessner (18), La Rosa (cap., 14), Lombardo (17), Blanco (8), Teresi (7), Brucia (12), Bellone (2), Pizzini (1), Burriesci (L1), Sutera (L2). All.: Giarrusso-Ferro.

Arbitri: Luca Cerchiari di Tradate (VA) e Alessandro Laurita di Como

Note. Ace: Cosenza (2), Palermo (8). Err./Batt.: Cosenza (19), Palermo (12). Muri: Cosenza (15), Palermo (16). Durata del match: 2 ore e 29 minuti.

 

I tifosi cosentini non si erano ancora ripresi dalla maratona di due settimana prima, quando l’Area Brutia Cosenza aveva perso al tie break con il forte Modica dopo una splendida rimonta, che, al ritorno sul parquet di via Popilia dopo la sconfitta col Letojanni, i ragazzi rossoblù hanno regalato loro un’altra gara interminabile.

Entrambe le volte, è stata la squadra ospite (in questo caso il Palermo di Nicola Ferro, ex giocatore cosentino), ad uscire vittoriosa, ma le due gare hanno sicuramente lasciato un sapore diverso. Nella gara col Modica, i siciliani, pur non giocando una partita degna del loro standard, erano partiti a razzo, portandosi sul due a zero. A questo punto, Cosenza si era sbloccata ed aveva meritato di arrivare sul due pari. La sconfitta, maturata nel tie break, aveva comunque il sapore di una bella figura della squadra, che aveva saputo conquistare un bel punto contro un avversario di altissima classifica.

Contro la Medisystem Palermo, invece, era Cosenza quella che aveva disputato due set di carattere e cuore, supplendo a tanti errori (saranno 19, alla fine, gli errori al servizio) e giocando palla su palla. La sconfitta, arrivata dopo la caparbia rimonta degli avversari, ha un retrogusto amaro, come di una gara buttata via per un calo complessivo (tranne pochissime eccezioni) in troppi fondamentali. Palermo ha fatto il suo, ha gestito magnificamente i cambi ed ha potuto distribuire il gioco su più terminali d’attacco credibili. Ma partiamo dall’inizio.

Cosenza aveva schierato la formazione che si presumeva alla vigilia: Gallo in regia, Bongiorno opposto, Dal Pozzo e Facchetti come bande, Vincenzo Longo e Lezzi al centro e Fabbian come libero. Palermo rispondeva con Garofalo alzatore e Gruessner opposto, Lombardo e la Rosa come ricettori, Blanco e Teresi al centro, mentre, nel ruolo di libero, faceva ricorso a due specialisti: Burriesci per la ricezione e Sutera per la difesa. Per molte squadre è una necessità, per altre è un vezzo diventato di moda. A noi la cosa non piace, ma con la partita di cui stiamo parlando la cosa non c’entra nulla.

Dopo i primi minuti di gioco, gli ospiti erano andati avanti (6-3 e time out chiesto dal tecnico Francesco Perri) ma Cosenza, al rientro in campo, è apparsa sempre più concentrata: prima di avvicinava (8-10) e poi piazzava un break di 4-0, portandosi sul 12-10(e qui il time out lo chiedevano i tecnici ospiti, Giarrusso e Ferro). Da quel momento, la squadra rossoblù è apparsa quasi perfetta in tutti i fondamentali, a cominciare dal muro, che non lasciava passare quasi nulla: dei 15 muri totali, Cosenza ne ha messo giù dodici nei primi due set. Visto il bavaglio messo a Gruessner e La Rosa dal muro avversario (tre palloni a terra complessivi tra i due), entravano in campo, rispettivamente, Brucia e Pizzini, ma il set era del Cosenza (25-19). Brucia resterà da opposto anche nel secondo parziale, mentre il capitano siciliano, La Rosa, rientrerà definitivamente a fine set e sarà poi determinante per l’esito della gara.

Molto bello agonisticamente il secondo parziale, anche se Palermo prendeva due punti di vantaggio e se li portava a lungo. L’aggancio avveniva sul 21-21 e da lì cominciava una nuova partita, giocata punto a punto, andando ai vantaggi. Cosenza aveva quattro set ball consecutivi (24-23, 25-24, 26-25 e 27-26), con Bongiorno davvero da applausi a scena aperta, ma non li sfruttava. Neanche gli ospiti sfruttavano i due a disposizione (28-27 e 29-28), così toccava ai cosentini chiudere il parziale: 31-29 in 41 minuti.

Cosenza era sul due a zero e sembrava destinata a vincere sullo slancio, ma Nicola Ferro rimescolava le carte: Brucia andava a giocare al centro, al posto di Teresi, lasciando di nuovo a Gruessner il ruolo di opposto. Il ragazzo trovava il bandolo del gioco e cresceva nel rendimento, ma era tutta la squadra a migliorare in tutti i fondamentali, a cominciare dalla battuta, che metteva sempre più in difficoltà la distribuzione del gioco in casa rossoblù. Una prova? Dei 16 muri totali dei palermitani, ben dodici sono arrivati dal terzo set in poi. Terzo e quarto set in mano alla squadra ospite, la cui qualità cresceva ancora grazie all’ingresso, in regia, di Bellone al posto di Garofalo. E così si arrivava al tie break.

Nel quinto set, la gara sembrava tornata in equilibrio, ma poco prima del cambio campo avveniva la svolta, anche grazie ad un paio di palloni dubbi che la coppia arbitrale, apparsa davvero non da applausi in questa fase, assegnava agli ospiti, fra le proteste del pubblico e dei giocatori. Una protesta, quella dei giocatori, che portava ad un rosso, cosicché il punteggio, dopo il cambio campo sull’8-6 per Palermo, diventava 9-6.

Quella era la mazzata psicologica che, senza colpa degli avversari, Cosenza si tirava con le propri mani. Con un break di 6 a 2, la squadra ospite si portava meritatamente sul 15-8 e poteva festeggiare lo scampato pericolo.

Sergio Lionetti




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