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CRONACA

Fabrizio Spada a Cosenza per parlare di Europa in vista del voto del 26 maggio e per ribadire l’importanza del ruolo dell’informazione

Il responsabile delle relazioni istituzionali dell’Ufficio di rappresentanza in Italia del Parlamento Europeo, ieri in città

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Mercoledì 08 Maggio 2019 - 8:0

Convincere i cittadini ad andare al voto europeo in modo consapevole è lo sforzo che stiamo facendo spiegando loro cos’è l’Europa. Il ruolo dell’informazione è sempre molto importante e i giornalisti esercitano una funzione fondamentale per i cittadini, soprattutto per far comprendere che l’Europa, pur con tutti i suoi problemi e criticità, è meglio averla che non averla”. Sono le parole di Fabrizio Spada, responsabile delle relazioni istituzionali dell’Ufficio di rappresentanza in Italia del Parlamento Europeo, ospite oggi a Cosenza, nella Sala degli Specchi della Provincia, del seminario formativo promosso dall’Ordine dei Giornalisti della Calabria in collaborazione con il Circolo della Stampa “Maria Rosaria Sessa” di Cosenza e dell’AGE (Associazione dei Giornalisti Europei). Tema dell’incontro “Istituzioni europee e meccanismi di voto. Il ruolo dell’informazione”. Ad introdurlo, il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria Giuseppe Soluri che, aprendo i lavori della giornata, ha doverosamente ricordato la figura del giornalista calabrese Paolo Pollichieni, direttore del “Corriere della Calabria”, scomparso ieri sera a Padova. “Un giornalista di primo piano e di livello che lascia – ha detto il Presidente Soluri – un grande patrimonio professionale”. Subito dopo è stato osservato un minuto di silenzio in memoria del collega scomparso. “Le istituzioni europee – ha poi detto Soluri introducendo il tema della giornata – rappresentano una sorta di “ginepraio” in cui non è sempre facile districarsi ed è per tutte queste ragioni che è importante sfatare quei luoghi comuni che fanno pensare all’Europa come qualcosa di negativo, mentre, invece, grazie ad essa molte cose di segno positivo sono state e continuano ad essere possibili”. Prima dell’ospite speciale della giornata, l’introduzione di Franco Mollo, Vice Presidente del Circolo della Stampa “Maria Rosaria Sessa” di Cosenza, membro dell’Associazione Giornalisti Europei ed autentico artefice dell’arrivo a Cosenza di Fabrizio Spada. “La parziale sfiducia nei confronti delle Istituzioni Europee, oltre a ragioni socio-economiche – ha sottolineato Mollo – può, a ben vedere, essere attribuita anche a strategie comunicative dimostratesi, negli anni, poco efficaci. Anche il linguaggio utilizzato dall’UE nella diffusione delle proprie policy, a volte dà l’impressione che sia eccessivamente per “addetti ai lavori”, nonostante le politiche comunitarie abbiano come fruitore finale, nella maggior parte dei casi, la gente comune”. Per Franco Mollo “parlare di Europa è sempre più indispensabile, ma non sempre è facile decodificare la complessità degli argomenti, spesso anche per una scarsa dimestichezza con la struttura complessiva dell'Unione. Scopo del seminario di oggi – ha aggiunto Mollo - è proprio quello di sfatare frequenti alibi e luoghi comuni sull’Unione europea, portando alla luce il funzionamento concreto delle sue istituzioni e dei meccanismi decisionali, gli attori coinvolti, le responsabilità e le opportunità che derivano dalla partecipazione al processo d’integrazione europea, in un mondo globalizzato e sempre più interconnesso”.   Fabrizio Spada, che ha ricevuto dal Presidente del Circolo della stampa di Cosenza, Franco Rosito, il gagliardetto rappresentativo del “Maria Rosaria Sessa”, ha poi suddiviso il suo intervento in due parti: dapprima una sorta di s“alfabetizzazione sulle istituzioni europee, la seconda, invece, dedicata più specificamente alle elezioni europee del prossimo 26 maggio, con l’apertura di un focus sulle attese che si sono create attorno ad esse da parte dei diversi Paesi che compongono l’Unione. L’Europa è stata in qualche misura paragonata da Spada “ad un’incompiuta” soprattutto perché gli Stati membri hanno ceduto piccoli pezzi di sovranità, ma sono ancora molte le materie rispetto alle quali la sovranità è rimasta in capo ai singoli Stati. “Anche il Parlamento europeo – ha aggiunto Spada - ha un potere di iniziativa legislativa alquanto limitato, in quanto la forte anomalia è data dal fatto che è la Commissione europea che presenta le leggi e non il Parlamento. Il vero potere forte dell’Europa è il Consiglio dell’Unione Europea (il Consiglio dei Ministri). Anche il rilancio dell’economia arranca e la Banca Centrale Europea ha portato avanti un’azione che può essere considerata incompleta in quanto avrebbe potuto fare di più. Con la presidenza Draghi qualche passo in avanti si è visto perché è stata immessa più liquidità sul mercato”. Cosa non ha funzionato in Italia con l’ingresso dell’euro? Si chiede il responsabile delle relazioni istituzionali dell’Ufficio di rappresentanza in Italia del Parlamento Europeo. “Nonostante la valuta forte – ha detto - l’Italia ha continuato a indebitarsi arrivando a raddoppiare il debito pubblico. Assistiamo pertanto al paradosso di una moneta forte con finanze pubbliche che forti non sono”. Nella seconda parte del suo intervento Fabrizio Spada ha illustrato a grandi linee la campagna istituzionale del Parlamento Europeo in vista della scadenza del 26 maggio, il cui obiettivo fondamentale è quello di invitare i cittadini ad andare a votare, anche in virtù del fatto che la partecipazione al voto è calata notevolmente, dal 1979 al 2014. “Sul tappeto – ha aggiunto Spada -resta l’incognita Inghilterra che dopo il referendum sulla Brexit non si sa se parteciperà al voto. I sostenitori della Brexit e del referendum non hanno valutato le molteplici conseguenze per i cittadini, che vanno dall’interruzione dei collegamenti aerei tra l’Inghilterra e gli altri Paesi e la eventualità di nuovi focolai di disordini per la questione irlandese che era stata faticosamente risolta e che ora rischia di riaffacciarsi. Per fortuna – ha detto ancora Fabrizio Spada – in Italia la Costituzione rappresenta uno scudo importante contro ogni forma di fuoriuscita dall’Europa per l’espresso divieto di referendum in materia di trattati internazionali e di tasse”. Spada ha poi disegnato la geografia dei paesi europei sulla scorta delle emergenze percepite nei diversi Stati membri: dalla questione dell’immigrazione che da noi è particolarmente avvertita, insieme alla crescita economica, così come in Francia il problema ritenuto prevalente è quello del cambiamento climatico, in Spagna l’immigrazione, in Portogallo la crescita economica, in Grecia, a dispetto della crisi, la sicurezza alimentare. “In Italia – è stato aggiunto - la campagna istituzionale per le elezioni che esprimeranno 73 parlamentari è incentrata soprattutto su Internet, perché ha un target più giovane, ma anche sulle reti RAI, senza poter investire grandi risorse finanziarie perché è possibile contare su un budget molto limitato”. La discussione si sposta poi sull’euro che per Fabrizio Spada “è un cavallo di battaglia impoverito. Solo la ricchezza prodotta – avverte – e non la moneta posseduta fa la ricchezza del Paese”. C’è però – a suo giudizio - un’Europa positiva che non sempre viene raccontata. Ed è quella che ha permesso di far nascere la concorrenza nei trasporti aerei con compagnie che hanno consentito a milioni di persone che non potevano permetterselo di poter viaggiare anche per destinazioni lontane a poco prezzo. Ed è quella che ha prodotto una vera e propria democratizzazione delle tariffe telefoniche o impartito le giuste direttive per combattere l’inquinamento ambientale. Per fare l’Europa e gli europei ci vorranno ancora molte generazioni. L’astio e le riserve nei confronti dell’Unione Europea sono da ricercare nelle ragioni le più diverse: la crisi finanziaria iniziata nel 2008 che ha generato molta disoccupazione, il notevole malcontento nei confronti delle istituzioni e la crisi dei partiti moderati. Ultimo aspetto approfondito da Spada, quello dei fondi comunitari che al Sud molto spesso non vengono spesi o male utilizzati. “Il problema in Italia è legato all’efficienza della Pubblica Amministrazione, soprattutto al Sud. Cui deve aggiungersi l’eccessiva parcellizzazione dei progetti e degli interventi. Sarebbe allora necessario realizzare una grande riforma. In ogni caso, è una partita molto importante e una materia alquanto complicata. Anche se c’è un rovescio della medaglia positivo perché i fondi europei hanno permesso di realizzare molte opere pubbliche, rappresentando un buon incentivo all’occupazione e all’infrastrutturazione”  




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