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Wanda Ferro, Forza Italia, Oliverio, sanità, Mario Occhiuto: Ennio Morrone a tutto campo

LE INTERVISTE ESLCUSIVE DI COSENZAINFORMA.IT Il consigliere regionale racconta le sue verità

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    Era da un po’ di tempo che non si sentiva parlare di lui. Eppure riveste un incarico importante, è impegnato in diversi campi, dalla politica alla sanità, ha un figlio consigliere comunale.Il nome dell’onorevole Giuseppe Ennio Morrone è tornato a circolare nei giorni scorsi, soprattutto sui social, dopo che la Cassazione ha sentenziato che Wanda Ferro, esponente di Forza Italia potrà ricoprire il ruolo di consigliere regionale. Sarà il Tar di Catanzaro a decidere chi dovrà farsi da parte. E tra i tanti nomi, quello più citato è stato appunto quello di Ennio Morrone. Cosenzainforma lo ha intervistato e l’ingegnere ha raccontato la sua verità. Non solo sulla sentenza della suprema Corte ma anche su altre vicende che lo hanno visto o lo vedono ancora protagonista.

    Che ne pensa della sentenza della Cassazione che ha deciso che Wanda Ferro di Forza Italia debba fare parte del consiglio regionale. Il Tar deciderà poi chi dovrà lasciare la poltrona. Si fa riferimento a lei e a Giuseppe Mangiavalori.

    “La Consulta ha dato un’interpretazione non in linea con le decisioni precedenti, tuttavia sono contento per Wanda Ferro. Per quanto mi riguarda, poi, sono tranquillo in quanto il mio è il primo dei tre seggi assegnati col maggioritario alle minoranze e l’unico a quorum pieno”.

    Con l’ingresso di Wanda Ferro si rafforza la presenza di FI in consiglio regionale. Vuole spiegare il perché si è allontanato dal partito di Berlusconi?

    “Sono rimasto come indipendente nel gruppo consiliare di Forza Italia anche se in passato vi sono state delle divergenze in merito alla gestione amministrativa del Comune di Cosenza che hanno determinato una presa di distanza dal partito”.

    Cosa ne pensa dell’operato della giunta di Mario Oliverio?

    “Oliverio ha trovato una situazione disastrata perché l’ultima fase del governo Scopelliti, che pure aveva iniziato molto bene e con buoni risultati, è stata condizionata dalle vicende giudiziarie del Comune di Reggio Calabria. Vicende che hanno assorbito tutte le energie dell’allora presidente. A causa di ciò la macchina messa in moto dall’attuale governatore è partita lentamente e con molti problemi. Adesso, però, è in atto un profondo rinnovamento della classe dirigente dell’ente Regione da cui ci aspettiamo molto anche in termini di recupero di produttività”.

    Capitolo sanità: sono necessari i commissari o è tempo di tornare a una gestione locale?

    “Per me è giusto che la sanità sia gestita da chi è eletto dai calabresi e non da chi è nominato dall’alto. Quindi condivido l’inversione di rotta del governo che potrà ridare la legittima ‘governance’ al presidente Oliverio”.

    La sanità è un comparto che fa gola a molti. Anche lei ha alcune strutture sanitarie. Nei mesi scorsi si diceva fossero in difficoltà. Difficolta superate?

    “Intanto sono un semplice socio con quote non importanti nelle strutture di cui si riferisce. Strutture che negli ultimi anni sono state molto penalizzate nelle assegnazioni dei budget. Queste penalizzazioni hanno creato dei problemi che, comunque, si stanno superando con l’impegno e il sacrificio di dirigenti e lavoratori”.

    Con la cooperativa Sant’Anna curate gli affari di famiglia. Figurava nelle gestione della cooperativa l’ex centro di accoglienza per migranti di Aprigliano. Naturalmente le cliniche e anche un noto locale. Tutto lecito per carità ma non sembra che ci sia qualche conflitto d’interessi?

    “Con il Centro di accoglienza di Aprigliano non abbiamo avuto alcun tipo di rapporto, mentre per ciò che riguarda la cooperativa Sant’Anna non cura gli affari di famiglia. Con essa abbiamo solo un rapporto imprenditoriale in quanto fornisce servizi esterni”.

    Il Pd non trova pace con Guccione sempre più distante dalle posizioni di Oliverio. Secondo lei troveranno un accordo prima o poi?

    “Un quesito interessante per il quale è difficile fare previsioni a meno che non sia dotato di una sfera di cristallo o di altre capacità divinatorie”.

    Dalla Regione al Comune di Cosenza. Come sono i rapporti con Occhiuto?

    “Con Occhiuto non ho rapporti a far data dalla crisi del Comune determinata da valutazioni differenti su alcune figure di governo della città e su alcuni dirigenti. Assolutamente nulla di personale”.

    Immaginava che l’attuale sindaco di Cosenza sarebbe stato rieletto con un consenso così enorme?

    “Sicuramente sì, perchè la coalizione che gli si opponeva non è riuscita a trovare una sintesi e dunque si è frantumata. Dobbiamo ringraziare il consigliere regionale Guccione che nell’ultima settimana si è ‘sacrificato’ costruendo, comunque,un fronte politico che ha tentato di arginare un Occhiuto già eletto”.

    Suo figlio Luca, ex presidente del consiglio comunale, aveva promesso fedeltà a Mario Occhiuto. Mentre in una stanza di un albergo, poi, è stato tra gli artefici della fine della legislatura. Era necessaria la sfiducia?

    “La lealtà di mio figlio Luca nei confronti di Mario Occhiuto è sempre stata fuori discussione durante gli anni di governo della città nonostante non abbia condiviso alcune scelte di carattere politico e amministrativo che alla fine hanno determinato lo strappo. D’altronde la sfiducia è uno strumento legittimo in democrazia”.

    Come giudica l’attuale esecutivo e crede che si possa fare una opposizione costruttiva sebbene Occhiuto gode di una ampia maggioranza?

    “L’attuale esecutivo, l’Occhiuto bis per intenderci, lo ritengo meno rispondente alle esigenze di una città con tanti problemi che vanno dalla disoccupazione imperante al traffico impazzito e al commercio in crisi. Senza parlare della necessità di rivitalizzare il centro storico. Sicuramente l’opposizione dovrà essere costruttiva viste le molte problematiche”.

    Infine, il Pd con Graziano di Natale come presidente facente funzioni della Provincia non si decide a indire nuove elezioni. Momenti di gloria per il consigliere comunale di Paola? O può essere che aspetti l’esito del referendum (che prevede l’abolizione delle provincie) per poi decidere il da farsi?

    “Non sono addentro alle problematiche dell’ente Provincia, tuttavia, ritengo corretto il comportamento dell’avvocato Di Natale in merito all’indizione di nuove elezioni poiché l’esito del referendum potrebbe segnare la fine delle Province”.

    Astolfo Perrongelli

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