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Una “locomotiva” per lo sviluppo economico e sociale della regione

È “Viaggio legale in Calabria”, l’iniziativa che prevede una serie di azioni trasversali su diversi ambiti della società

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    Un viaggio per la legalità con una locomotiva che vuole agganciare sempre più istituzioni, associazioni, imprenditori per sollecitare una richiesta di legalità dal basso sempre più ampia e, soprattutto, la stesura di una Legge quadro regionale sul modello di quello dell’Emilia Romagna. È stata presentata stamani presso il Dipartimento di Scienze delle amministrazioni pubbliche l’iniziativa “Viaggio legale in Calabria”, di cui sono promotori l’Auser di Rende – Università popolare della Libera età, ResponsabItaly, l’Unical – Scuola Superiore di Scienze delle Amministrazioni pubbliche, Libera Cosenza, la Filt Cgil Emilia Romagna e la Filt Cgil Calabria, primi vagoni di questa locomotiva – come è stata definita in senso metaforico dal direttore del Dipartimento di Scienze politiche e sociali, Guerino D’Ignazio – che vuole costruire percorsi virtuosi di contrasto alle attività illegali che si estendono a macchia d’olio sul territorio calabrese, con particolare invasività nel settore della pubblica amministrazione, e facendo divenire la ‘ndrangheta una vera e propria holding. L’iniziativa prevede una serie di azioni trasversali su diversi ambiti della vita sociale, politica ed economica. Tracciati gli obiettivi del progetto da Elena Hoo, presidente Auser di Rende – Università Popolare della Libera Età, è intervenuto Giancarlo Vivona, presidente dell’associazione di promozione sociale ResponsabItaly, il quale ha ribadito l’importanza per le aziende e i liberi professionisti che operano in Calabria di conseguire la certificazione etica SA8000 che, attestando il comportamento eticamente corretto delle imprese e della filiera di produzione verso i lavoratori, favorisce l’integrazione delle imprese nell’ambiente locale. «Dalle modalità pervasive con cui si manifesta il fenomeno mafioso – ha concluso – è necessario un approccio sistematico e complesso che prenda in considerazione le diverse sfaccettature con cui si presenta». Un’azione pratica e sostanziale che sta prendendo piede in Emilia Romagna, soprattutto come riflesso al maxi-processo “Aemilia”, di cui ha parlato Michele De Rose, segretario nazionale Filt Cgil dell’Emilia Romagna, promotore del “Viaggio legale con la Mehari di Giancarlo Siani” nella stessa regione. Il referente sindacale si è soffermato sia sulle difficoltà incontrate nel contesto emiliano, in cui prevaleva l’opinione di una regione esente da infiltrazioni mafiose «per cui è stato necessario sensibilizzare e prendere coscienza del problema a livello collettivo», sia sui capitoli di prioritario interesse mafioso quali la ludopatia e il sequestro dei beni mafiosi. Un confronto funzionale alla determinazione degli aspetti prioritari da considerare nella redazione della proposta di legge calabrese, di cui si sono fatti carico gli stessi docenti D’Ignazio e Walter Nocito e al quale ha dato il suo contributo d’idee anche Pino Rota, segretario Filt Cgil Calabria. Nella stessa conferenza stampa si è sviluppato un dibattito di stampo operativo che denota una forte spinta propulsiva alla corresponsabilità e a comportamenti rispettosi laddove – è stato sottolineato da Nocito – la responsabilità sociale non può essere imposta per legge. L’idea troverebbe già una sponda in ambito politico-istituzionale nella disponibilità offerta dal vicepresidente regionale Antonio Viscomi. Manuela Aiello, referente per Libera Cosenza, ha puntualizzato l’aspetto formativo della corresponsabilità e l’interesse dell’associazione guidata da don Ciotti a partecipare ad un percorso di cittadinanza che incida nell’agire quotidiano. L’introduzione di una normativa che regoli le azioni e le relazioni tra i vari attori sociali, soprattutto in ambito economico, e la stesura di una legge sul modello emiliano del “Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili” potrebbe essere il primo traguardo verso quel’innovazione culturale capace di determinare lo sviluppo economico diffuso e sostenibile della nostra regione.

    Francesca Rennis

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