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Metro leggera. Cosenza, il vicepresidente del Consiglio comunale Francesca Cassano vuole accelerare

Ad oggi la situazione è: accordo firmato, lavori appaltati, avvenuta consegna lavori, apertura cantiere

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    COSENZA – Da qualche giorno il Consiglio comunale di Cosenza ha discusso, ancora una volta, della querelle metro leggera. Con molti distinguo, in aula. E diverse prese di posizione. Tra queste, quella del vicepresidente del pubblico consesso, Francesca Cassano, che vuole accelerare invece sui lavori e sull’opera. “Sono sempre stata favorevole alla realizzazione della metro perché la considero un’opera strategica per la città e per il territorio circostante. L’idea di realizzare la metropolitana parte dal 1998 anno in cui è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra il Comune di Cosenza, il Comune di Rende e l’università della Calabria per la realizzazione dello studio di fattibilità. Leggendo l’accordo di programma, si individuano chiaramente una serie di proposte migliorative avanzate dal Sindaco Occhiuto, alcune delle quali riguardano non solo espressamente la mobilità e le opere ad essa connesse ma anche la realizzazione di opere pubbliche e di riqualificazione.

    Alcune di queste potrebbero essere opinabili ma sono comunque oggetto di un accordo che gli enti firmatari, ciascuno per le proprie competenze, hanno deciso di condividere scandendone anche i tempi di realizzazione”, spiega la Cassano. Tra le proposte migliorative spicca, per il consigliere, “quella del Parco urbano da realizzare sul tratto compreso tra Piazza Mancini e la rotatoria di Via Padre Giglio: Ho condiviso fin da subito questa proposta – aggiunge – perchè è importante intervenire nella nostra città in modo strutturale potenziando e qualificando il verde pubblico con un nuovo polmone verde che non isola di nuovo Via Popilia, come qualcuno asserisce, ma la integra in modo più armonioso”. Pertanto, a suo avviso, il problema oggi non è metropolitana si, metropolitana no bensì “l’assenza di una viabilità alternativa che andava realizzata prima dell’apertura del cantiere su Viale Parco. Lo abbiamo detto ripetutamente senza essere ascoltati”.

    Per la Cassano, “non sono i lavori della metro tramvia a gettare Cosenza nel caos, ma l’incapacità di realizzare la prevista viabilità alternativa tra il ponte San Francesco, e l’asse viario previsto tra Piazza Spezzano, Via Reggio Calabria e Via Bari fino a Via Giovambattista Lupia. La bretella, pensata per snellire il traffico dovuto alla chiusura di Viale Mancini, è ancora lontana dall’essere realizzata”. Si corre il rischio reale, dunque, “che finisca prima la realizzazione della metrotranvia che il progetto della nuova bretella di collegamento parallela a via Popilia”, il suo pensiero. Ad oggi la situazione è: accordo firmato, lavori appaltati, avvenuta consegna lavori, apertura cantiere. Tempo previsto dall’accordo di programma per la realizzazione del Parco Benessere sono 12 mesi dalla consegna generale dei lavori. “In tali condizioni, nonostante il disagio per tutti coloro che gravitano per motivi diversi in città, non è pensabile un’ordinanza che riapra Viale Mancini, perché ciò indurrebbe l’impresa appaltatrice a chiedere i danni per tale azione. Quando il Sindaco ha firmato l’accordo di programma sapeva bene che per realizzare il Parco benessere si sarebbe dovuto chiudere Viale Mancini, almeno per un anno”. Per tutte queste problematiche infine “bisognerebbe rivedere i termini dell’accordo di programma invertendo la priorità di realizzazione tra metrotranvia e Parco benessere. Cominciando con i lavori della sola metro sul secondo tratto del Viale Parco subito dopo Via Padre Giglio, si impedirebbe la chiusura quasi totale di Viale Mancini in attesa della realizzazione della viabilità alternativa”.

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