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Rende, Petrassi: “Manna ha fallito”

"E appare ancora più evidente se si guarda al suo operato da un punto di vista strettamente politico"

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    RENDE – “Che Manna abbia fallito sul piano amministrativo in questi cinque anni del suo mandato è un fatto immediatamente percepibile da tutti. E’ sufficiente fare un giro in città passando dal centro alle periferie, dalle zone industriali all’università, dal centro storico alle aree rurali per constatare che la città oggettivamente non gode di buona salute da tutti i punti di vista, ma cosa ancor più grave non si è mai riusciti a percepire in questi anni la direzione intrapresa e quindi una chiara prospettiva di sviluppo futuro. A nostro avviso il fallimento di Manna appare ancora più evidente se si guarda al suo operato da un punto di vista strettamente politico. Il suo “Laboratorio Civico” era stato presentato ai cittadini rendesi e inizialmente percepito dagli stessi come un’opportunità, un’occasione per dar spazio finalmente ad una classe dirigente nuova, autonoma, competente e responsabile in grado di affrancarsi dalle vecchie logiche dei soliti potentati politici dell’area urbana cosentina. Una aggregazione di uomini e donne, di cittadini che avrebbe dovuto fare politica nell’esclusivo interesse di Rende, impegnandosi per il bene comune e svolgendo sul territorio comunale anche una funzione suppletiva a quella dei partiti politici tradizionali non più in grado di rappresentare le istanze dei cittadini soprattutto al livello locale.

    La storia di questi cinque anni ha dimostrato che tutte queste ambizioni, questi buoni propositi si sono rivelati solo un’illusione. Si è passati da una scellerata candidatura alla Presidenza della provincia di Cosenza appena due mesi dopo l’insediamento in comune, entrando in una storica e infinita faida politica che non interessa Rende e i rendesi, all’inciucio che ha visto protagonisti a turno tutti i potentati politici tradizionali dell’area urbana, nessuno escluso, passando con disinvoltura da sinistra a destra e viceversa anche con adesioni a movimenti di carattere nazionale mortificando in questo modo i tanti consiglieri, militanti e cittadini che avevano creduto in un progetto politico esclusivamente civico autonomo di nuova e buona politica. In questi cinque anni abbiamo assistito a una miriade di fasi politiche che hanno portato a cambi di casacca, di giunte e aggiustamenti vari che hanno finito per premiare i furbastri e i mestieranti della politica validi per ogni stagione. Si è arrivati a teorizzare e a realizzare la c.d. “maggioranza alla Franchino” che si regge su un solo voto, dal nome del consigliere che ha avuto la dignità di spiegare con chiarezza il suo funzionamento in Consiglio Comunale. Oggi a questa strana e instabile maggioranza in preda ad una faida interna, complice le solite scellerate scelte delle elezioni provinciali, è affidata l’approvazione del bilancio di previsione 2019/2021 prevista all’indomani del voto provinciale. Vedremo come andrà a finire.

    Tra soli tre mesi i cittadini di Rende saranno chiamati al voto e dovranno scegliere tra gli attuali amministratori che a nostro avviso hanno bruciato una grande opportunità non riuscendo a interpretare la voglia di cambiamento espressa dai cittadini rendesi con il loro voto alle ultime amministrative e chi invece lavora per realizzare un vero cambiamento prendendo esempio dalle migliori esperienze amministrative del passato ma guardando oltre, individuando modelli di sviluppo nuovi basati sulla innovazione e sulla necessità di guardare a una politica che tenga conto non solo dello sviluppo di Rende come corpo a se stante, ma di Rende all’interno di un quadro di sviluppo armonico dell’intera area urbana cosentina. Siamo convinti che i cittadini premieranno il nostro progetto perché è necessario guardare avanti rifiutando spinte restaurative e nostalgiche affinché possa realizzarsi quella che a noi piace definire “La Terza Rende””. Lo afferma attraverso una nota Carlo Petrassi (Capogruppo de “La Terza Rende”)

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