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da TEMPI MODERNI di Matteo Olivieri

CosenzaInforma.it: Metrotramvia: aprono i cantieri, chiudono le stradeMetrotramvia: aprono i cantieri, chiudono le strade

Non è passata inosservata la notizia, apparsa sulla stampa locale, secondo cui il prossimo 9 luglio, nello stesso giorno in cui si svolgerà la grande manifestazione di piazza organizzata dal Comitato No Metro per chiedere che si autorizzi la petizione popolare a norma dell’art. 8 dello Statuto della città di Cosenza, partiranno di fatto i cantieri per la realizzazione del “Parco del Benessere”, propedeutici all’inizio dei lavori della metrotramvia. Tale notizia, è sembrata a molti come l’ennesima prova di forza “muscolare” del Sindaco di Cosenza, tesa a chiarire – a chi ancora non l’avesse capito – chi è che comanda e come funziona la democrazia in città.

Nel frattempo, sempre più cittadini e commercianti mostrano il proprio malumore per l’avvio dei lavori, considerato che il “giro di vite” ai danni della mobilità urbana privata – annunciata in tempi non sospetti dal Comitato No Metro, che da anni sta vivisezionando il contestatissimo progetto – si sta concretizzando ora in tutta la sua gravità. Una preoccupazione particolare riguarda l’impatto derivante dall’apertura dei cantieri, che stravolgerà in maniera permanente la viabilità urbana delle città di Cosenza e Rende. Come si legge nel progetto, «l’inserimento della sede tranviaria, prevalentemente in sede protetta, lungo tali viabilità non sempre consente il rispetto delle dimensioni minime previste dal D.M. 5.11.2001 che peraltro, come già specificato, riguarda la costruzione di nuovi tronchi stradali». In altre parole, la realizzazione della metrotramvia andrà a ridurre in maniera permanente la carreggiata stradale, portandola in alcuni casi al di sotto del minimo di legge. Per trovare una “pezza” al problema, i progettisti hanno addotto come motivazione il fatto che il citato D.M. 5.11.2001 si applica alle “nuove” arterie viarie, mentre le strade di Cosenza e Rende sono state costruite precedentemente.

E, nonostante l’argomento sia poco convincente e vada a colpire quel poco di buono che negli anni è stato fatto alla viabilità cittadina, i sindaci di Cosenza e di Rende, il Presidente della Provincia di Cosenza e della giunta regionale calabrese hanno firmato di buon grado l’accordo di programma che autorizza questo sfascio. E se a qualcuno venisse in mente che la riduzione della carreggiata stradale possa comportare problemi di sicurezza alla circolazione, soprattutto in occasione di situazioni di emergenza, i progettisti rispondono tirando fuori dal cappello un’altra perla di saggezza. Infatti, a loro dire la sicurezza stradale sarà comunque garantita, «poiché sono presenti lungo tutto il tracciato urbano della tranvia viabilità ortogonali, ad una distanza compresa tra 100 e 755 metri lungo viale Parco e tra 90 e 450 metri lungo le statali 19 e 19 Bis, che costituiscono delle possibili “vie di fuga” in caso di emergenza».

Ancora una volta, poco importa se le “vie di fuga” siano reali o solo potenziali, o se le vie di fuga riguardino tutte le strade o solo alcune; infatti, laddove la viabilità urbana dovesse essere particolarmente critica, il progetto prevede misure estreme, tra le quali la chiusura al traffico di alcune strade, oppure la previsione di limiti di velocità a 30 km/h nei centri urbani, o l’istituzione di passi carrabili e zone a traffico limitato (ZTL) su vasta scala. Chi può se ne andrà in bicicletta (sebbene la tanto annunciata “ciclopolitana” ancora non esista), mentre gli altri si arrangino come possono. Una volta completata l’opera, si renderà comunque necessaria una ulteriore ridefinizione degli spazi di sosta delle auto lungo le strade interessate dal tracciato dell’opera. In particolare, si legge nel progetto, «nel territorio cosentino devono essere ricollocati circa 40 o 50 stalli che attualmente occupano la sede stradale di Corso Umberto I e deve essere prevista una riorganizzazione generale della sosta di piazza G. Matteotti conseguente alla realizzazione dell’antenna per l’Ospedale».

Non meno importante sarà il riassetto urbano nel territorio rendese, «poiché il tram va ad occupare parte della carreggiata delle due statali rendesi (S.S. 19 e S.S. 19 Bis)», e pertanto, dovrà «essere prevista la ricollocazione di circa 60 o 70 stalli lungo via Valle del Neto, via J. F. Kennedy e via A. Volta, e circa 110 o 120 stalli lungo via Rossini, via Genova, via J. F. Kennedy e via Busento». Complessivamente – si legge nel progetto – «gli stalli da ricollocare a seguito dell’inserimento del tram sono circa 210 o 240 posti auto». Pertanto, considerato l’imminente ridimensionamento della carreggiata stradale ed il taglio dei posti di sosta conseguente all’inizio dei cantieri della metrotramvia, in assenza di soluzioni alternative, non si capisce proprio dove i cittadini (sia residenti che non residenti) potranno parcheggiare le proprie auto, visto che – al momento – non esistono e non sono previste infrastrutture adatte allo scopo, né esiste un servizio di trasporto pubblico locale in grado di rispondere in maniera efficace alle esigenze di mobilità delle persone.



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