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Cetraro, la chiusura del reparto di Ostetricia: un fatto gravissimo

Casciaro e Chiavazzo (Cgil) chiederanno un incontro chiarificatore al direttore generale dell’Asp di Cosenza

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    “La chiusura di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Cetraro, avvenuta nei giorni scorsi, pare, per mancanza di personale medico – si legge nella nota a firma di Casciaro e Chiavazzo (Cgil) – è un fatto gravissimo che ci obbliga a chiederne conto al direttore generale dell’Asp.

    Sembra la resa di un territorio, il quale deve rinunciare a fare sanità pubblica, solo perché vi sono dei problemi organizzativi interni, che vanno ad aggravare la cronica carenza di personale.

    Ma, mentre il secondo problema è di carattere generale e riguarda tutti i presidi ospedali calabresi, il primo problema, ossia la organizzazione interna, pone pesanti interrogativi.

    Tra ferie e malattie, si consuma pertanto il dramma dell’ospedale di Cetraro, che nei giorni scorsi ha dovuto quindi chiudere il reparto di Ostetricia e Ginecologia. Ma alcune incongruenze saltano agli occhi.

    Da alcuni mesi – si legge ancora nella nota – un medico ostetrico è stato trasferito in ambulatorio, pur continuando a dipendere da Ostetricia: non sarebbe stato più logico far rientrare nelle proprie funzioni, e nel proprio ruolo, quel medico ostetrico, almeno per far fronte all’emergenza e, quindi, per non dover arrivare all’atto estremo della chiusura del reparto?

    E ancora: è mai possibile che, essendo in ferie il responsabile, anche il suo vice risulti essere in ferie e, fatto ancora più grave, non essere in alcun modo rintracciabile in caso di necessità? L’urgenza, si sa, non aspetta lo scorrere del tempo. E allora, come è stato possibile che si sia lasciato sguarnito di punto nascita tutto il territorio che va da Praia a Mare fino a Campora, dirottando le eventuali emergenze tra Cosenza e Castrovillari? E che fine ha fatto il concorso, già svolto, ma di fatto bloccato?

    È mai possibile che i problemi organizzativi debbano ricadere solo ed esclusivamente sulla cittadinanza, sia quella residente che quella sopraggiunta per ferie in questo periodo? Un afflusso di gente superiore addirittura alle migliori previsioni, che però in caso di necessità non ha potuto fare riferimento al presidio ospedaliero di Cetraro, almeno per quanto riguarda il reparto di Ostetricia e Ginecologia. La ricchezza di un territorio, si sa, si costruisce favorendo anche l’arrivo di turisti.

    Ma a questo arrivo devono corrispondere servizi pubblici sempre più efficaci ed efficienti, e non dare l’idea della resa incondizionata. Per questo motivo – conludono Chiavazzo e Casciaro nella nota – chiederemo al direttore generale dell’Asp di Cosenza, Mauro, un urgente incontro, per verificare se c’erano le condizioni per arrivare alla decisione più grave, ossia alla chiusura temporanea del reparto di Ostetricia e Ginecologia del più vasto territorio del Tirreno, oppure se si poteva utilizzare un po’ di attenzione in più, ed evitare di dare la risposta più imbarazzante alla domanda di sanità.

    Ma tale esempio di estremizzazione ci servirà ancora di più per sollecitare l’azienda a bandire i concorsi, o a procedere alle assunzioni là dove possibile, per fronteggiare le gravi carenze di Personale che purtroppo sono ormai una costante nella sanità calabrese”.

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