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All’Ipsia di Acri parte la sfida per esplorare i fondali marini

Illustrata l’applicazione della tecnologia avanzata alla subacquea in un meeting con associazioni e università

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    C’è un’altra Calabria, quella dei tesori sommersi, delle opportunità, anche occupazionali della subacquea, da far conoscere ai giovani. Una regione che ha un’evidente particolarità: si trova al centro del Mediterraneo in un’area classificata fra uno dei 34 punti caldi di biodiversità del Pianeta, caratterizzata da un elevato numero di specie endemiche, da una vegetazione primaria e anche, purtroppo, da un’elevata vulnerabilità, che riguarda pure spiagge e dune, a causa dell’impatto antropico. Nell’aula magna dell’Ipsia Iti Alberghiero di Acri è partita una nuova sfida scientifica e professionale guardando alla ricchezza del mare.

    L’istituto ha ospitato, nei giorni scorsi, rappresentanti di associazioni ambientalistiche e subacquee (L’Aracne, la Geomeda ISS e Iscadiving di Belmonte Calabro) e ricercatori dell’Università della Calabria (del Dipartimento di Ingegneria Meccanica Energetica e Gestionale) in un affollato e qualificato meeting con gli studenti e i docenti, in cui si è parlato di nuove idee e nuove applicazioni tecnologiche da impiegare nell’osservazione del mondo marino.

    La speciale lezione di subacquea è una tappa del progetto “Salute e benessere”, curato dal professore Damiano Azzinnari, ed è stata aperta dal preside, il professore Guseppe Lupinacci, con lo spirito innovativo che lo contraddistingue. L’Unical ha illustrato alla giovane platea il progetto Visas (Valorizzazione integrata del siti archeologici sommersi), coordinato dal professore Fabio Bruno e presentato dall’ingegnere Alessandro Lupinacci, che mira a veicolare l’archeologia subacquea come occasione di lavoro e di accrescimento culturale con l’ausilio di moderne tecniche.

    L’incontro, coordinato dal professore Giuseppe Pasquale Pellegrino, subacqueo d’esperienza, è stato aperto con la relazione della professoressa Marina De Vincenti che ha messo in evidenza la varietà degli ambienti biologici e le curiosità “organiche” che popolano il nostro mare. Il geologo Carmine Nigro ha poi introdotto i molteplici aspetti geologici, climatici, meteo marini e tanto altro ancora.

    Dal corallo nero a largo di Amantea, al cavalluccio marino di Soverato alle innumerevoli biocenosi (complesso di popolazioni animali e vegetali che formano un ecosistema) presentate dall’istruttore sub Domenico Giuliani e dalla dottoressa Maria Teresa Rizzo Nervo. L’istruttore sub Francesco Migliuri ha ulteriormente sottolineato l’importanza di monitorare le aree marine costiere e i nostri fondali dove la diffusione di diverse specie alloctone, cioè non appartenenti ad essi, determina scompensi biologici a volte gravi.

    La dottoressa Maria Teresa Rizzo Nervo, titolare di Iscadiving, fornitore di servizi subacquei nel tirreno cosentino, ha illustrato le linee guida per le immersioni scientifiche e sportive in sicurezza. Infine gli esperti hanno parlato delle spiagge calabresi, risorsa economica e ambientale, che oltre a fungere da nursery – si pensi alle tartarughe caretta caretta che nidificano sui litorali calabresi – sviluppano ambienti ecologici funzionali alla rielaborazione dei sedimenti, alla mitigazione dei fenomeni erosivi, all’abbattimento delle sostanze organiche e dell’inquinamento, al riciclo dei nutrienti, all’intrusione salina. Tutti spunti di sensibilizzazione ambientalista e culturale ben accolti dai ragazzi.

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