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Pallavolo B maschile. Cosenza vince nettamente una gara un po’ noiosa

L’Area Brutia, pur non brillando, batte i promettenti giovani del Locorotondo. Salomone, schierato al posto dell’infortunato Fasano, gioca un’ottima gara

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    AREA BRUTIA VT COSENZA – V. LOCOROTONDO CAST. BA: 3-0 (25-14, 25-15, 25-20)

    Cosenza: Russino (1), Salomone (13), Concina (15), D’Amico (6), Catena (3), Spadafora (cap., 4), Persico (2), Mirabelli, Rizzuto (L), Naccarato, Piluso. All: Giorgio Draganov.

    Locorotondo: Campana, Ristani (10), Disabato (6), El Moudden (4), Occhiogrosso (7), M. Sportelli (cap., 2), Palmisano (1), Lacatena (2), Manginelli (1), Nero (L1), Di Carlo (L2), De Angelis, Ferrante, Lombardi. All.: Vito Sportelli.

    Arbitri: Antonino Richichi di Vibo ed Elena Morello di Catanzaro.

    Note: Ace: Cosenza (7), Locorotondo (6). Err/Batt.: Cosenza (6), Locorotondo (9). Muri: Cosenza (5), Locorotondo (3). Durata della gara: 1 ora e 16 min.

    Vittoria contro il Locorotondo doveva essere e vittoria è stata. Tre punti servivano e tre punti sono arrivati, ma le buone notizie finiscono qui, per ora. Il motivo è semplice: l’Area Brutia deve fare a meno di Carmine Fasano, il giovane opposto che, in questo inizio di campionato, è stato la nota più lieta per i colori cosentini. Il ragazzo ha subito in settimana un serio infortunio a un ginocchio e resta da capire quanto lunga dovrà essere la sua assenza. Incrociamo le dita e auguriamogli di tornare in campo al più presto. Partendo da questo brutto punto fermo, il tecnico rossoblu Giorgio Draganov, visto l’organico ristretto, non è che può inventarsi chissà cosa: mette in campo Salomone nel ruolo di opposto, in diagonale con Russino. Il resto della squadra è quello solito: D’Amico e Concina di banda, Spadafora e Catena centrali e Gaetano Rizzuto nel ruolo di libero. Vito Spinelli, tecnico barese, ha a disposizione un gruppo giovanissimo, che gioca in B per crescere e per accumulare esperienza, anche prendendo qualche “schiaffo” di troppo. Per darvi un’idea, metteremo, accanto ai nomi, anche l’anno di nascita del sestetto titolare. Campana (2000) in regia, Ristani (2000) opposto, Disabato (2001) e El Moudden (1999) come ricettori, Occhiogrosso (1998) e Mario Spinelli (2000) al centro, Nero (1997) come libero. A proposito del libero, aggiungiamo che i liberi schierati sono due: Nero come libero per la ricezione e Di Carlo per la difesa. Fino a prova contraria (ne sapremo di più nel prosieguo del torneo), questa è l’unica squadra che usa il libero come nelle grandi squadre dell’A1. Sia chiaro, il Signor Sportelli può fare ciò che vuole, coi giocatori a propria disposizione, ma gireremmo la questione ai tecnici che leggono queste righe: è “da settore giovanile”, specializzare i liberi a quest’età oppure sarebbe più coerente farli crescere mettendoli alla prova in tutte le situazioni di gioco? Non sta a noi rispondere, ma forse un dato numerico potrebbe aiutare chi ha titolo per farlo: il libero della ricezione, in questa gara, salvo errori o omissioni, ha avuto un rendimento pari a 4 ricezioni “perfette” su 23 (5 su 23 positive). Sulla partita c’è poco da dire. Primo e secondo set molto simili. Cosenza molto bene in battuta e ben oltre la sufficienza in attacco e difesa. Tutt’altro che bene (a parte il libero Rizzuto) in ricezione. Questo spiega il numero alto di punti messi a segno dagli schiacciatori e i pochi ottenuti dai centrali, che nelle pochissime occasioni in cui Russino ha potuto servirli, hanno mostrato ottime cose. Quello più costante, nei tre set, è stato Salomone, che aveva questa occasione per farsi valere e c’è riuscito molto bene, risultando il migliore tra i suoi. Per i tredici punti nel tabellino e per la buona sintonia con il suo palleggiatore. Nel terzo set, l’Area Brutia, con Mirko Persico al posto di D’Amico, partiva a razzo: subito 4-0 e time out dei baresi. E dopo il time out, come spesso accade nel volley, tutto cambiava. Con Ristani in battuta, il Locorotondo piazzava un micidiale break di 7 punti a 2, portandosi sul 7-6 e lottando punto a punto. Molti i cambi nelle file pugliesi, durante tutta la gara, non sappiamo dire con quale reale efficacia. In questa fase, sicuramente, i ragazzini si sono fatti rispettare, giocando in modo anche piacevole a vedersi. Belle giocate da parte di tutti, ma il centrale Occhiogrosso e l’opposto Ristani hanno lasciato una bella impressione, così come Disabato e Campana. Questo equilibrio, però, durava solo fino al 12 pari. Poi, un po’ alla volta, Cosenza ritrovava la lucidità e il Locorotondo ritrovava gli errori dei primi set, facendo aumentare il distacco a vantaggio dei padroni di casa. L’ultimo punto era una sintesi della giornata: battuta magnifica di D’Amico, appena rientrato in campo, ed errore in attacco del Locorotondo: 25-20 e tutti sotto la doccia.

    Sergio Lionetti

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