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Cosenza Akragas: La rivincita di Roselli, che salva la panchina e rialza i Lupi

IL COMMENTO. La vittoria di Agrigento rilancia le qualità tecniche-tattiche e taumaturgiche del 59enne di Montone

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    E Giorgio si riscopre “Santo”. Nell’antica Valle dei Templi, il Cosenza ritrova unità d’intenti, punti pesanti e la grinta giusta per tornare ad “ululare” al campionato e per ricominciare a mettere paura alle “lepri” di testa. L’1-3 di Agrigento, non è solo una partita di calcio, è stata una guerra psicologica, è stata una partita a scacchi. Con Roselli che indovina mosse e pedine per mettere sotto “scacco” l’Akragas. La prima mossa, quella che ha diviso il popolo silano, è quella di lasciare in “abiti civili” e fuori dal pullman Giovanni Cavallaro il cui “genio” nelle ultime settimane è sembrato meno propenso ad esaudire i desideri del tecnico e i sogni di un’intera tifoseria. La seconda mossa, non si sa se da considerare più vincente che convincente e viceversa, è quella di lasciare la “sregolatezza” di Domenico Mungo nuovamente in panchina, apparsa ultimamente molto moderata, quasi impercettibile tra le linee di metà campo e negli ultimi venti metri. La terza mossa, sicuramente azzeccata, è quella di insistere su Marco Criaco che, nella gara più difficile e complicata della stagione, sfodera una prestazione degna delle sue e lotta in mezzo al campo per se stesso e per Roselli. Ma, la vera mossa è quella di lasciare a Filippini, Statella e Gambino di fare quello che sanno fare meglio: far ammattire le difese avversarie. La prova di muscoli, tattica e grinta di Agrigento, permette a Roselli di salvare la panchina, “congelando” (termine in voga in questo preciso momento storico), eventuali ipotesi di divorzio o possibili e brusci interruzioni di rapporti. Personali e professionali. La società silana, in caso di una nuova rovinosa scivolata, si era cautelata con più di un piano B. La presenza di Alessandro Erra, profeta del calcio-champagne, ex tecnico della Vigor Lamezia, attualmente sul libro paga del Catanzaro, sabato pomeriggio al “Marulla”, non era passata inosservata, così come, assicurano i ben informati, il patron Guarascio aveva analizzato al microscopio il profilo di Riccardo Maspero, ex tecnico del Mantova, che da calciatore, con le maglie della Cremonese e di altre formazioni di serie cadetta, aveva dato più di un dispiacere ai tifosi rossoblù. La vittoria di Agrigento, sancita anche con quell’abbraccio finale tra la squadra e il tecnico, rilancia le qualità tecniche-tattiche e taumaturgiche del 59enne di Montone che, almeno fino a sabato pomeriggio, ale 16:30 arriva il Messina al “Marulla”, si gode quattro giorni di tranquillità. Merito del campo, merito delle motivazioni, merito degli uomini e merito degli … scacchi.

    Carmine Calabrese

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