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Tra il Cosenza e Torrente non scatta il feeling. Prove di accordo con Piero Braglia

Anche il “Torrente” della speranza di ripartire, “straripa” in un no. L'ennesimo no che, allaga il futuro del Cosenza e inonda di incertezze e dubbi la panchina rossoblù

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    Tra Vincenzo Torrente e il patron Guarascio sembrava fosse, finalmente, scoccata la scintilla dell’amore. E, invece, la “promessa” è bruciata insieme alla candela, sul tavolo della cena. A far “naufragare” l’accordo una serie di fattori che che non si sono incastrati nelle puzzle delle reciproche esigenze. Si farà un nuovo tentativo, per provare e trovare un nuovo accordo ma, la “stoffa” per rammendare lo strappo tra domanda e offerta, è davvero poca. Anche la giornata di oggi, così come quella di ieri e anche la precedente, sarà una nuova giornata di incontri, riunioni, casting e fitte telefonate. Tramontato Torrente, restano ancora aperti i “cancelli” che portano ad Aimo Diana, ex allenatore del Melfi; a Peppino Pancaro, ex bandiera della Lazio ed ex allenatore di Juve Stabia e Catania, così come restano attivi i “varchi” che conducono fino a Piero Braglia (pallino del diesse Trinchera e sogno di Guarascio), Luca D’Angelo e una sfilza di profili, finiti tutti sull’agenda del patron rossoblù. Insomma la panchina del Cosenza è ancora vacante, così come senza una guida certa è anche la squadra che, tra i musi lunghi degli aficionados, i fischi di contestazione e le battute social della tifoseria, sempre più spazientita, si allena al ritmo di due sedute giornaliere. Lo spirito di gruppo, così come il morale e anche la classifica non è dei migliori. La sconfitta-schock maturata in terra aretusea ha fatto emergere tutti i limiti di una squadra distratta, disorientata, fragile, senza idee, senza grinta e senza, nemmeno, attributi. La sconfitta di Siracusa ha reso ancora più complicato il cammino del Cosenza, lontanissimo dalla posizione di vertice e distante parecchi punti dall’acesso ai piazzamenti play off. Nell’attesa della fumata bianca, intanto, il campionato “bussa” alle porte del “Marulla”. Sabato arriva il catania, galvanizzato dalla posizione di classifica ed infarcito di ex (Caccetta, Tedeschi e Blondett, ndr) e desideroso di ritornare nel calcio che più gli compete.Poi martedì sarà derby in quel di Reggio Calabria e poi venerdì Cosenza e il Cosenza sperano di regalarsi una notte magica sotto i riflettori e le telecamere di Sport Italia, nell’anticipo contro la Casertana. Tre gare che diranno tutto sul Cosenza e sul suo futuro. Il primo obiettivo del nuovo tecnico, non sarà solo quello di rianimare la classifica dei Lupi ma, di liberare i giocatori da ansie e paure, da incertezze e amnesie. Troppo brutti i vari Perina, Baclet, Corsi, Pinna, D’Orazio e Statella per essere veri. Troppo distratti i vari Idda, Pascali, Dermaku, Caccavallo per poter “svegliare” i Lupi da questo torpore agonistico e da quersto letargo di grinta, punti e vittorie. Troppo discontinui i vari Palmiero, Tutino, Liguori per poter far cambiare marcia aquesta squadra. Il nuovo timoniere silano dovrà, inoltre, capire se Pasqualoni, Trovato, Boniotti, giusto per fare qualche nome, possono essere utili e funzionali al progetto Cosenza. Cosenza e il Cosenza incrociano le dita. Sperando che Braglia dica sì.

    Carmine Calabrese

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