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Cosenza-Siena. A Pescara ci sono anch’io. Voglio ancora sognare

Storia di una passione senza tempo

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    L’emozione di esserci, la passione di crederci. Fino in fondo. Ci sono situazioni e momenti che diventano occasioni speciali. La mia occasione speciale si chiama Cosenza. E, domani gioca a Pescara. Si gioca la B, si gioca il suo futuro e anche quello di un’intera città e di una tifoseria. Stamattina, mi sono svegliato prestissimo. Erano appena suonate le 4. Me ne sono stato nel letto, con il telefono in mano a “navigare” tra emozioni e ricordi, tra foto e video, tra gol e sorrisi, tra tifo e passione. Tutto per il Cosenza, solo per il Cosenza. Oggi parto, ho rispolverato il mio, mai sopito, sentirmi Ultrà. Ho preso la sciarpa, testimone della mia fede, ho srotolato il bandierone, risale ai tempi dell’88. Allora fu festa grande. A Monopoli. Finì 0-0. Un pareggio che decretò il salto in serie B. Ricordo anche la festa del ’91. Esattamente il 26 giugno. Sempre a Pescara. Allora fu spareggio-salvezza contro la Salernitana. Che stadio, che tifo, che pellegrinaggio. Che gol che fece Gigi. Ricordo anche l’esodo di Lecce. Era il ’92. Ci si giocava la seria A. Peccato, quel gol di Maini. Oggi, esattamente mi sento come allora. Mi sento bene. Mi sento un «Lupo». Mi sento il cuore che batte a mille. E, a chi mi dice «ma, ancor’appriess’aru Cusenza va?» dico si. Perchè, questa è una malattia che non va più via.

    Dai Cosenza, fammi, facci ancora sognare.

    Carmine Calabrese

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