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Volley B maschile, parte il campionato. Tredici squadre al via

Ultima stagione prima dell’ennesima riforma. Per Cosenza esordio in trasferta, a Modica

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    Una nota battuta che circola sul web dice che non fai in tempo ad imparare ad usare il tuo cellulare che già ti trovi tra le mani il nuovo modello. Qualcosa del genere sta succedendo con il campionati nazionali di pallavolo maschile: ancora nessuno degli addetti ai lavori ha digerito il dispiacere della sparizione della serie B2 e dello sdoppiamento della serie A2 in due gironi, quand’ecco all’orizzonte il nuovo campionato di A3.

    Chi di voi ne sentiva l’esigenza può alzare la mano, ma mi pare di vedere che di mani alzate ce ne sono davvero pochine, fermo restando che, se tra i presenti c’è chi si è inventato l’idea, diciamo subito che il suo voto non conta. Sembra ieri (e forse lo è) che, nel settore maschile, avevamo una serie A1, poi un’A2 a girone unico, seguiva la serie B1 e poi una B2: quattro fasce in totale. Adesso l’A1 la dobbiamo chiamare “Superlega”, altrimenti siamo retrogradi, poi ci sono due gironi di A2 e infine c’è solo una B unica: tre fasce. Dal prossimo anno, dopo l’A1 – no, scusate: dopo la Superlega – e l’A2, ecco sbucare fuori la serie A3, cui seguirà ancora la B unica: di nuovo quattro fasce. Domanda di assoluto candore: c’era proprio bisogno di fare tutto ciò? Alla vostra pazienza l’ardua sentenza. A quanto ci risulta, non tutti stanno sorridendo, al pensiero della nuova riforma.

    Premesso ciò, cosa succederà, adesso? Succederà questo:

    1. dalla Superlega retrocederanno tre squadre in A2;
    2. dalla serie A2 avremo una sola promozione verso la Superlega, le migliori 8 (per girone) resteranno in A2, 1 retrocessione in B e le altre faranno l’A3;
    3. dalla B (che sarà sempre a 8 gironi da 14) 7 squadre potranno andare in A3 e 24 scenderanno in C regionale, dalla quale saliranno 27 squadre totali.

    A questo punto, per cortesia, i conteggi fateveli da voi, per far quadrare i numeri, che qui abbiamo già mal di testa. E torniamo a quest’anno.

    Le squadre meridionali sono come sempre accorpate nel girone H, che però non è completo: sarà “zoppo” anche quest’anno, cioè a 13 squadre anziché a 14: ne riposerà una a settimana, a turno. Delle tredici iscritte, ci sono nove siciliane (Barcellona, Modica, Fiumefreddo, Pozzallo, Letojanni, Catania, Partanna e Tremestieri) e quattro calabresi: Raffaele Lamezia, Area Brutia Cosenza (nella foto, la squadra di quest’anno), Tonno Callipo Vibo e Tigano Palmi. Abbiamo fatto il consueto giro di orizzonte che facciamo nell’immediata vigilia dei campionati ed abbiamo appurato quanto segue. Quasi tutti parlano di un abbassamento generale del livello tecnico anche quest’anno, per colpa dello scarsissimo ricambio generazionale: in campo ci sono tanti trentenni, che girano qua e là, ma sono sempre le stesse facce. Per questo motivo, le squadre che punteranno alle posizioni alte della classifica hanno organici composti da gente esperta. Quattro, soprattutto, i nomi delle squadre favorite: Tigano Palmi (unica delle calabresi guardata con molto interesse dalle rivali siciliane), Universal, Letojanni e Modica.

    Tra i concorrenti per la fascia di alta classifica, c’è aggiungere anche il Gupe Volley Catania di Maurizio Lopis, notissimo ai tifosi calabresi per i suoi trascorsi da giocatore, che ammette con estrema franchezza: «La mia società ha allestito un organico importante: senza nasconderci troppo, puntiamo anche noi ai play off.» Molto più cauto un altro ex giocatore delle nostre contrade, Nicola Ferro, che guida il Palermo: «A parte le “big”, il resto è composto da squadre che lotteranno più o meno alla pari. E il girone pugliese continua ad essere molto più alto del nostro.» Molto concreto e coi piedi per terra il pensiero di un ennesimo grande schiacciatore con trascorsi cosentini, il patròn del Partanna, Santino Atria: «Abbiamo una rosa di quattordici ragazzi nella quale ben nove escono dal nostro vivaio. Non abbiamo ritenuto giusto fare sacrifici economici per poi ritrovarci in A3 che non è altro che una B. Ci auguriamo di poterci salvare, speriamo bene.» Più ottimista sulla situazione tecnica del girone è il vice presidente dell’Area Brutia Cosenza, Andrea Amato, il quale, pur ammettendo un momento generale non di vacche grasse, afferma: «Vedo un livellamento verso l’alto, senza squadre ammazza-campionato, ma con alcune società molto meglio attrezzate rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda noi, abbiamo due tecnici giovani, Perri e Isabelli, ed una squadra anch’essa giovane. Crediamo di aver migliorato i nostri punti deboli e puntiamo a migliorare il nono posto dello scorso anno.»

    Sergio Lionetti

     

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