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CRONACA

Niente accordo con l’Inps per fermare i falsi invalidi in Calabria

La regione finisce sul Corriera della Sera. Gian Antonio Stella ci castiga sulla sentenza lampo del Consiglio di Stato che frena i controlli

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Lunedì 11 Settembre 2017 - 12:21

“Il muro della Regione Calabria ferma i controlli sui falsi invalidi”. E così, ancora una volta, le cronache nostrane si ritagliano un consistente spazio nei quotidiani nazionali ma non certo per “good news” o liete novelle. Il buon Gian Antonio Stella incolonna sul Corriere della Sera il contenzioso tra il commissario ad acta alla Sanità, Massimo Scura, e la Regione Calabria in merito all’adesione al progetto Inps finalizzato ad accentrare gli accertamenti sulle pensioni di invalidità civile che, con il coinvolgimento dell’Asp, risultano troppo farraginosi.

La Regione Calabria, infatti, ha fatto ricorso al Tar perché non fosse ridotta l’influenza delle Asl, “storicamente di manica più larga perché più legate al territorio a anche alla politica e alle clientele - scrive Stella sul Corsera di ieri -. Poi, indispettita per la sentenza dei giudici amministrativi che davano ragione al commissario, ha bussato al Consiglio di Stato. Il quale, col giudice monocratico Lanfranco Balucani, è scattato con una prontezza mai vista, in anni e anni, nella burocrazia italiana.

Occhio alle date: martedì 22 agosto la sentenza del Tar che dava il via libera all’Inps, venerdì 25 il decreto del giudice d’appello amministrativo che, per ragioni di «estrema gravità e urgenza», rinviava tutto al 21 settembre. Bloccando tutto. Una settimana prima che il 1° settembre scattassero i nuovi meccanismi di controllo”. Del resto, la Calabria è la regione con il maggior numero di invalidità.

Su mille abitanti 77 ne hanno una, contro le 34 dell’Emilia Romagna, la regione con minor numero di assegni di invalidità. Nel suo rapporto annuale 2016 l’Inps evidenzia con grande dovizia di dati sottolinea il ruolo del contesto socio-economico e della pressione epidemiologica (in particolare in riferimento alle dimissioni ospedaliere per tumori e malattie del sistema nervoso, che sono le principali patologie per le quali vengono riconosciute le indennità di accompagnamento).

Senza tralasciare la povertà che ha anche il suo peso. E se ridurre l’influenza delle Asp nella valutazione delle invalidità civili potrebbe essere la soluzione per una continua emorragia di soldi pubblici, se semplificare le regole per ridurre contenziosi tra l’Inps e le Asl, significa agevolare i disabili veri e smascherare i furbetti, la Calabria dei record delle pensioni di invalidità preferisce “vederci chiaro” e conquistando un titolone in cronaca, sempre controcorrente. 

 

mariga




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