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Noi, i barbari moderni

Un gesto di inciviltà di fronte alla statua del re dei Visigoti

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    A Cosenza, la collocazione della statua di Alarico alla confluenza dei fiumi Crati e Busento, da parte del sindaco Mario Occhiuto, ha scatenato una nuova polemica, tra favorevoli e non. L’obiettivo del primo cittadino, come confermato dallo stesso è quello di creare un brand del re dei Visigoti, avviando un progetto per la ricerca del tesoro sepolto insieme alla sua bara, un tesoro dall’inestimabile valore. Quel che è certo, è che comunque ha creato una indubbia risonanza mediatica. Infatti , di quanto sta avvenendo a Cosenza, sempre in merito al re Alarico, se ne sta parlando a livello nazionale ed internazionale. Ebbene, noi non vogliamo entrare nel merito della disquisizione schierandoci tra chi sostiene che è stata falsificata la storia e chi pensa l’opposto, una disputa che lasciamo ad altri, ma di una cosa siamo certi, ritornando alla scultura di Alarico alla confluenza dei fiumi Crati e Busento. Che noi siamo i degni discendenti dei barbari, quei popoli che venivano considerati dai romani incivili e rozzi, perché le due buste abbandonate a qualche metro dalla statua di Alarico, è un gesto tanto incivile, quanto rozzo. Piaccia o non piaccia.

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