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Operazione Factotum: dai domiciliari all’obbligo di dimora

La disposizione  è del Tribunale del Riesame di Catanzaro

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    Operazione Factotum, per A.M. obbligo di dimora, anziché arresti domiciliari. Lo ha disposto il Tribunale del riesame di Catanzaro Sez.II , presidente Relatore Dr. Giuseppe Valea, Giudici Federico Zampaoli e Fabio Rabagliati, a seguito della istanza inoltrata dagli avvocati Lorenzo de Caro e Claudia Domanico del Foro di Paola, avvocati di fiducia di A.M. Questi, di anni 32, di Cetraro e residente a Rende è stato coindagato con svariate altre persone nell’ambito dell’inchiesta che aveva portato all’operazione Factotum, con ordinanza resa esecutiva l’8 novembre scorso che lo vedeva accusato di spaccio di sostanze stupefacenti. Inizialmente posto agli arresti domiciliari, ora i giudici hanno disposto per lui una misura più blanda rispetto agli arresti, quella degli obblighi di dimora nel Comune di Rende. Come si ricorderà l’operazione Factotum aveva interessato ben 39 persone, ritenute responsabili di reati di usura, estorsione, traffico internazionale di automobili, incendio per frode assicurativa e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. I provvedimenti erano stati eseguiti in modo massiccio da 300 uomini della Polizia Stradale e dalla Guardia di Finanza di Cosenza coordinati dalla Procura di Cosenza. Effettuati 39 arresti e 80 perquisizioni. Per quanto riguarda la droga, le indagini, svolte con il coordinamento della procura di Cosenza guidata dal dottor Mario Spagnuolo, avevano rilevato una vera e propria “rete di spaccio di stupefacenti” di diversa tipologia (cocaina, hashish e marijuana), con un giro di affari che sfiorava il milione di euro.

    Francesca Rennis

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