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Comitato Ambientale Presilano: “Basta con lo scempio del nostro territorio”

‘Siamo stanchi di essere mortificati da una burocrazia regionale che ha gestito il ciclo dei rifiuti negli ultimi 20 anni’

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    Non bastava aver autorizzato una discarica in violazione delle norme. Non bastava aver rilasciato il parere positivo nella valutazione dell’impatto ambientale, per una discarica e un impianto, il cui reale impatto è sotto gli occhi e il naso di migliaia di cittadini. Non bastavano le false dichiarazioni di ARPACAL, secondo le quali il problema dell’emissione di odori molesti dalla discarica era stato risolto. Nei mesi scorsi il Dipartimento Ambiente ha concesso alla Mi.Ga. srl lo svincolo di 793.000 euro, accantonati al fine di garantire la corretta esecuzione dei lavori post gestione trentennale della discarica, sostituendoli con una garanzia fideiussoria. In altre parole, i soldi accantonati dal gestore per garantire i lavori necessari nei successivi 30 anni alla chiusura della discarica, perché la legge riconosce che sono almeno 30 gli anni di sversamento dei veleni dell’ecomostro, rischiano di finire in fumo con la complicità del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria. Siamo stanchi di essere mortificati da una burocrazia regionale che ha gestito il ciclo dei rifiuti negli ultimi 20 anni e che, per incapacità o altro, ha garantito il perdurare dell’emergenza, l’arricchimento dei soliti noti e la devastazione di interi territori. E’ arrivato il momento che la politica dia un segnale forte e siamo in attesa della comunicazione da parte del consigliere regionale Giuseppe Giudiceandrea della data nella quale il Governatore Oliverio dovrà incontrare sindaci e Comitato, per dire la parola fine al perdurare delle illecite emissioni nocive da parte della Mi.Ga. srl. Non siamo più disposti a tollerare oltre lo scempio del territorio e la messa a rischio della nostra salute. (Nel 2016 sono state sotterrate nella discarica di Celico 12.000 tonnellate di rifiuti, permettendo alla MiGa di guadagnare circa un milione di euro, sulle spalle della salute dei cittadini della Presila, e garantendo solo 12 posti di lavoro, 3 in meno dell’anno precedente) 

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