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Autopsia Denis Bergamini. Donata: ‘Per colpa di qualcuno torturato nella vita e nella morte’

In un post di poche ore fa sul suo profilo social la sorella del giocatore del Cosenza Calcio sfoga il suo dolore

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    Il dolore e la speranza è tutto racchiuso in poche righe lo stato d’animo di  Donata Bergamini, sorella dell’indimenticabile Denis amato giocatore del Cosenza Calcio morto in circostanze misteriose . 

    Donata, donna simbolo del coraggio e dell’amore fraterno, vive ore convulse e ricche di emozioni contrastanti dopo la riesumazione del corpo del fratello avvenuta il pomeriggio del 10 luglio scorso. 

    “Per colpa di qualcuno torturato nella vita e nella morte – scrive Donata Bergamini a proposito del fratello Denis – Per colpa di qualcuno non ho potuto baciare mio fratello quel 18 novembre perché mi dissero che si era salvato solo il viso. Per colpa di qualcuno quando fecero la prima autopsia nel 1990 non mi permisero neppure di varcare il cancello del cimitero. Con la seconda autopsia mi è stata data la possibilità dopo 28 anni di vedere con i miei occhi il corpo di mio fratello e di non abbandonarlo mai sino a quando non è stato riportato nuovamente nella sua piccola reggia colorata di rosso e blù. Seguirò ogni cosa di lui”.

    Si perchè Donata Bergamini ha assistito ad ogni momento della riesumazione a cominciare dall’estrazione della bara custodita nel cimitero di  Boccaleone. L’autopsia potrà far parlare finalmente Denis. I Ris, insieme ai consulenti nominati dal giudice, hanno estratto il DNA del giocatore e hanno effettuato anche prelievi sull’auto guidata da Bergamini il giorno della tragedia. Secondo le prime indiscrezioni sarebbero davvero tante le incongruenze rilevate dall’esame autoptico che fanno perdere forza alla tesi del suicidio seguita 28 anni fa. 

     

     

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