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Sergio Crocco e la Terra di Piero ‘colorano’ la Cosenza che sorride e aiuta

Il potere curativo delle risate, il valore terapeutico delle parole dialettali e l'importanza del “peso” della leggerezza

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    Il buon umore e la capacità di far sorridere e ridere sono le più belle scoperte della scienza. Così come la leggerezza è altamente curativa, è contagiosa, e “purifica” dalla scorie della negatività e serve a rigenerare l’anima e lo spirito di positività. Cosenza è tradizionalmente, antropologicamente, sociologicamente, spiritualmente e storicamente una città sorridente, positiva e leggera, dall’indole accogliente ed aggregante e ad alta vocazione altruista. Ne è una chiara testimonianza, la presenza, sempre più numerosa, di associazioni di volontariato che, si occupano e preoccupano degli altri. Uomini, donne, bambini, anziani sanno che sono circondati da angeli a cui possono affidarsi e di cui possono fidarsi. Anche gli ultimi, gli invisibili, i dimenticati, abbandonati dalla società e, in alcuni casi, dimenticati anche dalle Istituzioni. Per fortuna, sulla strada di alcuni di loro Dio ha messo degli angeli, affinchè ricevessero carezze ed affetto, comprensione ed amore, sorrisi e tante ore di spensieratezza. Già la spensieratezza. Quella che ha fatto ridere tanti di loro, quella che è, spesso, più efficace delle medicine, quella che, parecchie volte, unita alle carezze e ad un po’ d’amore, cura le malattie più brutte. Un cattedratico della spensieratezza, ma anche un luminare della leggerezza e un dispensatore di sorrisi è Sergio Crocco, alias “Canaletta”, noto in città e anche ovunque, non solo per essere uno dei padri dei Nuclei Sconvolti o uno di quelli che hanno dato un valore e un’identità all’essere ultrà, ma anche per essere un perfetto giardiniere dell’anima. Uno di quelli, capaci di seminare bene e far sbocciare sorrisi. Sergio, con la passione per la scrittura dialettale, con lo spirito del teatro di strada, è fondatore, con altri straordinari “angeli” della Terra di Piero, l’associazione di volontariato nata e battezzata con il nome di Piero Romeo, per ricordarne il suo valore, per esaltarne la sua umanità. L’associazione Piero Romeo, ha dato vita ad un parco che è diventato non solo il paese dei balocchi per tanti bambini disabili, ma è diventato anche un posto magnifico dove l’inclusione sale sull’altalena, dove la disabilità non è più un limite ma si diverte sulla giostra, dove l’essere diverso è solo un termine, odioso, del vocabolario. Ma, la terra di Piero è anche Africa, è anche raccolta di medicine, è anche raccolta di giochi, è anche collezione di progetti, è anche arte, è cultura. E’, anche teatro. Quello che, Foraffascinu (prova a dire cuddrurieddru) è diventato un fenomeno di costume, è diventato un tormentone, è diventato, con oltre 24 repliche, un successo di pubblico e di critica. Nei suoi testi, Sergio parla della cosentinità, ne esalta l’importanza, ne svela i segreti, ne amplifica le contraddizioni, ne studia i difetti, ne elenca i pregi. “Foraffascinu”, ma anche “Maniamuni”, così come “Ara’mmersa”, “Conzativicci”, o “Le Lavannare”, sono diventati contenitori di spensieratezza, sono diventate frasi, parole, vocaboli e verbi che hanno in comune la radice della leggerezza e del divertimento. Queste commedie che hanno fatto ridere, divertire, pensare, commuovere e riflettere hanno esaltato la bravura di chi ha scelto di salire sul palco per passione, di chi ha deciso di diventare attore, non per scelta, non per esibizioni, non per vanto, non per notorietà ma solo per vocazione. Quella di dedicarsi agli altri, quella di essere un aiuto, una spalla, un sostegno per gli altri. Ed è grazie a questo spirito che queste commedie sono diventate un record. E Sergio è pronto per scriverne altre e altre ancora. Tutti nel nome del divertimento, della spensieratezza, della solidarietà e di Piero. E, per chi ha voglia di farsi una scorpacciata di risate e un pieno di leggerezza, il 15 settembre a Castrolibero andrà in scena “Le Lavannare”.

     

    Carmine Calabrese

     

    Foto di Salvatore Serpe

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