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Tragedia del Raganello, le guide travolte dalle polemiche

Pare che quelle che hanno accompagnato gli escursionisti non fossero riconosciute dal Parco

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    La disperazione resta strozzata nelle gole. Del Raganello. Quella appena trascorsa, è stata una lunga notte di paura, di terrore e di morte. E’, infatti, salito, ulteriormente, il numero di morti: sono 11. Così, come è cresciuto anche il numero dei feriti. All’appello, secondo i primi approssimativi calcoli dei soccorritori, mancano ancora cinque persone. Cinque dispersi, travolti dalla piena del fiume Raganello e spazzati via. Trascinati, chissà dove. Il gruppo degli escursionisti, suddivisi in diversi gruppi, provenienti da diverse parti d’Italia, si era messo in cammino tra le gole e i gran canyon del Raganello, per un’escursione che doveva essere un’affascinante esperienza. Un’esperienza di fascino, di vita e di passione che, invece, s’è colorata di morte, di sangue e di paura.

    Gli escursionisti, accompagnati da alcune guide, tra l’altro non riconosciute dal Parco Nazionale del Pollino, sono stati travolti da un’onda del Torrente, voluminosamente cresciuto per via dell’abbondante rovescio temporalesco, abbattutosi sulla zona. Nonostante la segnalazione di sos, sia stata immediata, il lavoro dei soccorritori (intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale di Cosenza, gli uomini del distaccamento di Castrovillari, gli esperti della Protezione Civile, unitamente ai carabinieri e ai componenti di Calabria Verde, ndc) è stato reso difficile dalle avverse condizioni metereologiche.

    La pioggia, infatti, è caduta incessantemente per ore, rallentando, e di molto, le operazioni di salvataggio. La violenza della piena ha restituito, solo dopo alcune ore, i primi corpi, purtroppo, senza vita. Giovani vite, alcune alla loro prima esperienza escursionistica, “spazzate” via, non solo dalla brutalità di Madre Natura ma, anche, dall’inesperienza e, forse, dall’approssimazione logistica delle guide. Guide che, al tempo stesso, sono diventate vittime e responsabili di questa immane tragedia.

    Tra gli escursionisti, c’erano anche alcuni bambini. Uno, individuato e recuperato in una gola, è stato trovato in uno stato di ipotermia. Prontamente soccorso dagli uomini del salvataggio è stato preso in cura dalle tante equipe mediche e infermieristiche del 118 e trasportato, con l’ausilio dell’elisoccorso, all’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza. Anche il nosocomio di Castrovillari, così come altri ospedali della zona, sono diventati le “case” della speranza dei feriti. All’appello, come detto, mancano ancora cinque persone. Le ricerche continuano. Così, come il lavoro dei soccorritori. Sperando che il tempo, dia loro una mano. Poi, quando sarà tutto finito, resterà la paura, la morte e il terrore e resteranno anche le polemiche e le accuse. Verso queste “guide”, non riconosciute dal Parco, che hanno condotto gli escursionisti tra le “gole” della morte.

    Carmine Calabrese

    Foto di Pasquale Gagliardi

     

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