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Primo giorno di scuola, De Patto (IdM): ‘Per superare il precariato, serve una riflessione seria’

“C'è bisogno di semplificazione, di docenti giovani che diano forza alla scuola italiana”

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    “Augurando un buon inizio di anno scolastico restano alcune perplessità e la stupefazione di come, da docente precaria, assisto allo scenario impietoso delle ultime vicende che coinvolgono il mondo della scuola in questo nuovo governo. Mi riferisco a temi come precariato e stabilizzazione dei docenti precari, temi , come si evidenziano dalle dichiarazioni della senatrice Malpezzi( Partito Democratico) dirette al Ministro dell’Istruzione Pittoni (Lega) partono da un discorso lungo che si rifà all’abolizione delle supplenze di chi ha maturato i 36 mesi di servizio (180 g. x 3 anni consecutivi) in particolare riferimento al comma 131 della L. 107 ( la cosiddetta Buona Scuola), e che nulla di buono lasciano presagire. Sembrerebbe proprio che il Ministro Pittoni intenda abrogare il comma suddetto e dunque non allinearsi a quelle che sono le dritte europee in merito alla questione”. Lo afferma in una nota Pamela De Patto, Commissario IdM Corigliano.

    “Si capisce bene come l’Italia sia a rischio di infrazione europea a causa dell’abrogazione del limite di 36 mesi avvenuta tramite il decreto dignità e voluta dal Movimento 5 Stelle. Si è assistito in tutti questi mesi al rinnegare della paternità o maternità dell’abrogazione del comma 131 sui 36 mesi di servizio. Ora mi chiedo come il M5S possa fare marcia indietro e concordare con il Ministro Pittoni dato che aveva visto di buon occhio il sistema di reclutamento come il FIT. Basta alla vecchia Babele del reclutamento, bisogna porre fine al precariato storico e superarlo attraverso una riflessione seria in cui si prende coscienza che questo sistema ha fallito. Attualmente i concorsi sono congelati e migliaia di docenti precari anche quest’anno rischiano la cattedra.

    Per tale motivo è necessario un piano di stabilizzazione dei precari trovare una soluzione soddisfacente per chi vuole salire in cattedra da docente a tutti gli effetti in giovane età. Penso ad una nuova forma di reclutamento che non sia né come il “TFA”(considerato nozionistico ma anche lacunoso) né come il “FIT”(troppo lungo di durata triennale dopo la laurea) perché sbarrano la strada a tanti docenti in quanto a numero limitato. Dopo un lungo percorso universitario una laurea ed i famosi 24 CFU acquisiti nelle discipline antropo -psico-pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche un decreto che risponde alle disposizioni del D.lgs. n 59 / 2017 in vigore dal 31 maggio 2017, occorre una formazione solo pratica e dunque in aula della durata massima di un anno considerando il fatto poi che l’Italia come emerge dall’attuale rapporto sull’istruzione OCSE 2018 secondo cui l’Italia è il paese che possiede il corpo docente più anziano cosi come la progressione stipendiale di un docente lungo la sua carriera è altresì inferiore in Italia che in tutti i paesi europei. C’è bisogno di semplificazione , di docenti giovani che diano forza alla scuola italiana, laureati e subito in cattedra”.

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