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Cetraro, Ricucci: ‘Chiediamo un Consiglio comunale urgente’

Uniti per Cetraro: “La città ha urgente bisogno di essere amministrata!”

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    Non c’è governo amministrativo nella nostra città! Da quasi un mese. Il Sindaco ha decretato lo stato di crisi, pur dicendo di avere la maggioranza, allineata e coesa. Dopo aver celebrato ed osannato le capacità ed i risultati conseguiti dai suoi assessori, taglia loro la testa, con le lacrime del coccodrillo, al fine di poter utilizzare le poltrone libere per acquisti di voti su altre sponde.

    La parola d’ordine è una sola! È stata decisa nelle segrete stanze del partito eterno e dominante: assicurarsi la detenzione del potere per la restante parte della legislatura e per i prossimi appuntamenti elettorali. Ma, anche, per soddisfare la famelicità politica di un consigliere regionale, amico e macchinatore, che con l’allargamento della piattaforma del potere può trarne benefici, in termini di consensi, per la sua nuova candidatura.

    La Giunta, quindi, non esiste più. Tra dimissioni volontarie, finte dimissioni ed azzeramenti decretati dal capo dell’amministrazione.

    Il Consiglio comunale è tenuto all’oscuro di quanto sta accadendo in seno alla maggioranza. La città è costretta a sapere dell’evoluzione della crisi di governo, inventata ad arte, attraverso informazioni che vengono diramate dal Tempio del Partito egemone o da qualche sporadico e controverso comunicato del Sindaco. In religioso silenzio, come è rituale, tutti gli altri amministratori. Sicuramente in preda alla paura di poter dire qualcosa che non piaccia alla nomenclatura del regime e privarsi di qualsiasi chance in vista di reincarichi.

    Le improvvide e giornaliere incursioni di potentati politici di altri livelli stanno generando, sempre più, divisioni, caos, imboscate e fibrillazioni all’interno dei gruppi consiliari e dei partiti. Non esiste più lo stato di diritto e sono saltate le più fondamentali garanzie democratiche nella partecipazione dei consiglieri alla gestione della cosa pubblica. Non sappiamo a chi riferire le nostre azioni di proposte e di controllo.

    Chiediamo un Consiglio comunale urgente sulle tematiche più essenziali ed attuali che mordono la nostra città e non ci viene concesso.

    Alla richiesta di urgenza, non soddisfatta, non viene data alcuna motivazione. Dilagano i rituali della prima Repubblica e si tramono adescamenti di consiglieri appartenenti alle opposizioni. La decretazione della crisi e l’azzeramento delle cariche hanno, di fatto, stroncata qualsiasi attività amministrativa, che fosse giuridicamente valida. Ma, ecco la vergognosa conseguenza di tuttociò! La vita gestionale di un Ente non si può fermare per tanto tempo! Ecco, allora, la necessità di ricorrere a procedure di assoluta illegittimità.

    In data 17 settembre, u.s. in pieno stato di ostracismo, la Giunta viene riunita. Tutti i vecchi ed azzerati assessori, eccetto il vicesindaco, autodimissionario con tanto di dimissioni formalizzate, che è dichiarato assurdamente assente, appongono le loro firme, sotto quella del Sindaco, sugli atti deliberativi. Ma è ignoranza istituzionale, questa? Oppure, è la presunzione propria del dilettantismo? Forse, è l’incosciente autoritarismo che passa sopra qualsiasi legge! Cosa dire! Consigliamo, per prima cosa, di ritirare, senza perdere altro tempo, le Delibere affisse all’ Albo Pretorio. Subito dopo, si pensi in che modo revocare questi Atti, in via di autotutela. Non è più possibile tollerare che Deliberazioni, sia di Giunta, che di Consiglio, possano produrre effetti giuridici a fronte di procedure illegittime, con le quali sono state redatte. La città ha urgente bisogno di essere amministrata!

    Trasformazioni del profilo ideologico e di casacca di una coalizione e di una amministrazione, non possono venire, in alcun modo, prima degli interessi di una città. Il Sindaco, esploratore, smetta quindi esplorare in territori altrui e consideri la dignitosa opportunità delle sue dimissioni, nei casi non possa più contare sui numeri che l’elettorato gli ha assegnato. Operazioni di acquisto e di vendita di consiglieri sono pratiche appartenenti al secolo precedente e costituiscono una vera vergogna per chi le adotta. Già può bastare ed avanzare il vomitevole salto in maggioranza del consigliere di opposizione, Attilio Onorato. Non crediamo che ci siano, oggi, altri singoli consiglieri che vogliano imitarlo. Oltre di essi, il Sindaco e suoi sodali pensano di poter contare sul partito e sul gruppo consiliare dell’IDM.

    Se ancora le parole chiare e ripetute, rivolte alla città, di una persona coraggiosa e perbene, come l’assessore al Turismo ed alle Infrastrutture, Tommaso Cesareo, hanno valore etico e morale nella vita sociale, non crediamo che questi possa concedere, insieme alla sua collega di gruppo, ulteriori fidi a chi ha dimostrato di non sapere e voler pagare, perché non libero nel pensiero, il prestito ottenuto. Vedremo!

    Le mortificazioni spirituali e la repressione forzata dei propri sogni, subite ad opera di altri, non possono essere colmate a nessun prezzo. Specialmente quando l’offerta di riconoscimenti e pennacchi amministrativi è, inconfutabilmente, legata alla necessità di servirsi dell’onore altrui per il puro mantenimento dei privilegi del potere. Non certamente per capacità e meriti finora non riconosciuti. È giunta l’ora, quindi, della verità! Il tempo in cui ognuno deve dimostrare la probità etica e morale che appartiene a chi rappresenta le Istituzioni. E’ giunto il tempo della coerenza e del rispetto di quanto si comunica ai cittadini!

    La conservazione e difesa della propria onorabilità e dei propri valori, specie in chi si propone di rappresentare una Comunità, non possono che venire prima di ogni considerazione utilitaristica del proprio mandato. Soprattutto, quando è difficile collegarlo al supremo bene della propria città, perchè messo a disposizione solo dei benefici e dei privilegi di potentati politici che hanno nomi e cognomi.

     

     

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