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CRONACA

Esordio pubblico col botto per l’associazione civica Rende Protagonista

Ieri si è presentata ai cittadini con una partecipatissima conferenza

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Venerdì 22 Giugno 2018 - 17:12

Tempistica europea (meno di un’ora in tutto), location rendese, per la precisione la Biblioteca civica di Quattromiglia. Piena zeppa la sala convegni della Biblioteca, per ascoltare alcuni dei giovani che da circa un anno si danno da fare in città, segnalando disfunzioni e trascuratezze nella gestione dei beni pubblici, a partire dal verde urbano per finire con le tante, continue manutenzioni di cui una città come Rende ha bisogno. Tra i tanti presenti in sala l’ex assessore al Marketing Territoriale e cofondatore dell’Associazione Cesare Loizzo. Si fa presto a dire civismo, in un’epoca in cui le polemiche politiche non risparmiano neppure l’impegno civico, letto da molti, spesso in malafede e varie volte azzeccandoci, come un modo di far politica sotto mentite spoglie. Perciò in questo caso è spontaneo farsi almeno una domanda: qual è la formula con cui Rende Protagonista si è presentata ai cittadini? Senz’altro la partecipazione dal basso, ha spiegato il presidente Andrea Ferretti: «Non basta più far pressioni sui consiglieri comunali, di maggioranza o di opposizione, sebbene esercitare pressioni sia un nostro diritto, perché li abbiamo eletti».

Serve altro: «Vigilare sul funzionamento della cosa pubblica e stimolare le istituzioni a fornire risposte con azioni concrete». E di questo tipo di attività “dal basso” Ferretti ha fornito un elenco sommario: «Ricordo la pulizia del parco Robinson, che abbiamo fatto in maniera volontaria e gratuita, e quella, altrettanto volontaria e gratuita, del parco fluviale dell’Emoli: in entrambi i casi abbiamo segnalato all’amministrazione comunale con un’azione concreta lo stato di incuria di due importanti strutture pubbliche», Inoltre, «a più riprese abbiamo sostenuto le istanze dei cittadini». I propositi per l’immediato futuro sono combattivi: «Per noi la partecipazione implica la consapevolezza dell’azione politica e amministrativa: per questo organizzeremo dei seminari aperti a tutti i cittadini che vorranno parteciparvi, in cui si spiegherà, con l’aiuto di studiosi ed esperti, il funzionamento delle istituzioni cittadine». E, come se non bastasse, «terremo una serie di incontri pubblici nei quartieri». Partecipazione e consapevolezza.

A Rende queste due caratteristiche non possono prescindere da una sorta di senso dell’appartenenza e dalla conoscenza delle peculiarità del territorio. «Non siamo una zona di passaggio», ha spiegato la vicepresidente Maria Giulia Belmonte, «ma siamo il centro dell’area urbana, la parte che consente a questa area urbana di affacciarsi sul Crati e di dialogare con la costa jonica, dov’è in atto un importante processo di aggregazione urbana». Il processo di integrazione dell’area urbana non può quindi prescindere da una centralità di Rende. Ed ecco che allo scopo sono più che benvenute alcune iniziative. Tra queste, la costruzione del nuovo Ospedale nelle vicinanze dell’Unical, perché, spiega sempre la Belmonte, «potrebbe creare un’integrazione completa con l’Università e avviare così una scuola medica cosentina», E poi la metro leggera: «è l’idea più “di sinistra” e ambientalista che si possa concepire per la mobilità, lo dico con buona pace degli integralisti dell’ambiente». Lo sviluppo di Rende ha avuto pure dei costi, a volte salati, soprattutto in termini di ambiente. Lo ha ricordato Gianluca De Rango, il segretario dell’associazione: «La ex Legnochimica ha contribuito moltissimo alla crescita del territorio, tuttavia le proteste degli abitanti della zona e l’inchiesta della Procura di Cosenza ci fanno capire come lo sviluppo industriale non sia stato indolore: la storia dell’ex fabbrica di ledorex è uno dei tanti processi di desertificazione industriale in cui un’azienda arriva in un territorio, lo trasforma e poi lo abbandona, lasciando le scorie di un progresso temporaneo». Peggio che andar di notte per l’ex discarica di Santo Stefano e per il depuratore di Coda di Volpe: «Sono situazioni in cui la città paga care le inadeguatezze legislative del passato: ora dobbiamo pungolare il più possibile le autorità e soprattutto creare le condizioni di un continuo raccordo coi cittadini». Giovani e determinati. I membri di Rende Protagonista mirano a una città 2.0.




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