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INPROVINCIA

Dopo la fusione Rossano - Corigliano, ora è tutto fermo

L’accusa di Donatella Visciglia: “Ci sentiamo in una trappola. C’è una barriera tra commissario e cittadini”

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Mercoledì 11 Luglio 2018 - 10:52

Promesse ed inganni. La storia della fusione tra Rossano e Corigliano, veicolata per mesi, come uno degli esperimenti più democratici che avrebbe consentito alle due solide realtà urbane, di diventare un unico “regno” di eccellenza o una “metropoli” di avanguardia, s’è dimostrato essere solo un grande bluff. Nessuno, infatti, dal giorno del referendum che ha “premiato” nel segreto dell’urna il sì, ha visto benefici sul nuovo corso di questa nuova e grande realtà urbana. L’asse Rossano-Corigliano, sarebbe dovuta diventare, l’alternativa a Cosenza. Sarebbe dovuta diventare, così forte, da riappropriarsi del proprio territorio, da rivendicare, con forza e determinazione, la riapertura del tribunale di Rossano, chiuso frettolosamente per essere annesso ed inglobato nel distretto giudiziario di Castrovillari. Chi non ha mai creduto alla fusione, alla sua utilità, alla sua necessaria applicazione, è stata ed è ancora Donatella Visciglia, leader del fronte del no, presidente del Comitato Rossano Centro Storico e donna simbolo della lotta strenua alla salvaguardia identitaria di Rossano. La sua culla, il suo mondo, la sua “patria”. Sin dai tempi della campana elettorale, la Visciglia è stata critica, anche aspramente, nei confronti della fusione, consapevole, probabilmente, data la sua lungimiranza e la sua attenta visione delle cose e delle situazioni, che da questo “frullato” di promesse, impegni, speranze, non sarebbe uscito nulla di buono. Oggi, tanto Rossano, quanto la vicina Corigliano, sono e restano due grandi realtà, abbandonate a se stesse. La politica, di ogni colore, infatti, ha fatto calare sulla vicenda un sipario di indifferenza. Il comune unico, raccontano esasperati i cittadini - non funziona. I servizi non camminano e anche la burocrazia è ferma. Quasi all’anno zero. Gli uffici comunali, i punti di delegazione, sono quasi diventati terra di nessuno. E’ molto più facile – concludono, manifestando sentimenti di rabbia, mista a rassegnazione, ottenere un’udienza privata con il Papa che, ricevere risposte sulle esigenze della popolazione o sui bisogni, tantissimi, di un’intera, anzi due, collettività. L’esasperazione dei cittadini, tanto di Rossano, quanto di Corigliano, è la stessa che anima la stessa Donatella Visciglia. L’incontriamo per avere il punto della situazione aggiornato. Lei, con la gentilezza che la contraddistingue, non si nega e non ci nega il suo punto di vista. E’, più determinata che mai. Carte alla mano, raccolte minuziosamente dentro un fascicolo, come un voluminoso dossier, snocciola dati, numeri, mostra i segni dello stato di immobilismo in cui ruota tutto. E, ci parla della confusione che s’è impossessata del territorio. “Oggi – rivendica con estremo orgoglio Donatella Visciglia – tanti che, nei mesi scorsi mi hanno criticata, sono passati dalla mia parte. Si sono schierati con me. Purtroppo, oggi tutto questo non ha alcun senso. Avevo previsto tutto. Sapevo che da questa fusione non poteva venir fuori nulla di buono. Oggi, purtroppo, i fatti mi danno ragione. Ho cercato di far capire – continua – che i due territorio, non erano pronti, né preparati, mentalmente, culturalmente, burocraticamente per la fusione. Mi hanno dato della pazza, mi hanno negato parole e confronto. Non mio è stato nemmeno concesso uno spazio, anche il più piccolo, nel mio territorio di appartenenza, per tenere un comizio o un confronto. Tutti i componenti dell’amministrazione comunale di Rossano, consiglieri d’opposizione comèpresi, si sono schierati a favore del sì, senza concedere, nemmeno come forma di democrazia, la parola alle ragioni del no. Hanno chiuso, anzi sbattuto, la porta dell’ascolto in faccia alle persone”. Mentre parliamo, il telefono della Visciglia, squilla all’impazzata. Sono cittadini di Rossano che chiedono, vogliono, cercano risposte. Dall’acqua alle case popolari. Lei, risponde a tutti. “Ecco, queste sono le mie giornate. Faccio la consulente di cittadinanza, mi sento, anche senza una nomina, il garante della collettività. Mi sto impegnando, attivamente, affinché, come previsto dalla legge, venga indetto un referendum confermativo sulla fusione. Credo che, dopo tutto quello che è successo dalla vittoria del Sì, questa volta il risultato sarebbe diverse. Molto diverso. Siamo entrati nella stagione estiva e, ancora, non c’è un solo programma su pulizia delle spiagge, sulla manutenzione del verde e sul turismo. Si vive alla giornata. Sperando, sempre, che Dio ce la mandi buona. Per non parlare delle questioni sociali. Sono sempre più allarmanti. Le persone sono sempre più deboli, socialmente ed economicamente, sono sempre più isolate, inascoltate e lasciate a se stesse. Che cosa si aspetta ad intervenire? Questa – conclude Donatella Visciglia – tutto mi sembra, meno che una forma di democrazia partecipativa”.




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