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‘Inopportuna apertura del Centro di accoglienza straordinaria per immigrati a Silvana Mansio’

Nota di Felice D'Alessandro, sindaco di Rovito e consigliere provinciale

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    “La paventata istituzione di un Centro di Accoglienza Straordinaria, pare per richiedenti asilo, a Silvana Mansio, nel cuore del Parco Nazionale della Sila e località turistica tra le più rinomate dell’altopiano silano, risulterebbe del tutto inopportuna ed inadeguata per diversi motivi”. E’ quanto afferma il sindaco di Rovito e consigliere provinciale, Felice D’Alessandro, ponendosi al fianco del comitato di cittadini e villeggianti che da qualche giorno si sta battendo contro questa ipotesi.

    “Inadeguata – prosegue D’Alessandro – perché la zona, a 1500 metri di altezza è priva di qualunque tipo di servizio pubblico e agenzie del territorio( scuole, uffici postali, strutture sanitarie etc), per cui significherebbe seppellire vivi questi eventuali immigrati o, peggio ancora, lasciarli liberi di poter fare ciò che vogliono, senza alcuna regola e nessun controllo. Inopportuna, perché la presenza di un cospicuo numero di extracomunitari, portatori di usi, costumi e tradizioni assai differenti dalle nostre, in un luogo turistico abitato da poche famiglie durante tutto l’arco dell’anno e da un centinaio di villeggianti stabili nei mesi estivi, mal si sposa con qualunque idea di integrazione seria e coerente, che dovrebbe essere graduale e, soprattutto, non imposta. Peraltro, non è azzardato pensare che la presenza di un Cas, portatore di problematiche complesse che già nei centri urbani, dove pure il controllo delle forze dell’ordine è assiduo e quotidiano, risultano di difficile soluzione, rappresenterebbe un deterrente per il villeggiante che desidera trascorrere un periodo di vacanza in tranquillità e serenità”.

    “D’altro canto -continua il sindaco di Rovito – solo pochi giorni fa abbiamo assistito impotenti alla protesta inscenata dagli ospiti del CAS di Camigliatello silano, che hanno bloccato per ore la strada statale. Quella protesta, giusta o sbagliata che fosse, non voglio entrare nel merito della vicenda in questa sede, ha sicuramente penalizzato l’immagine della località turistica silana. Per cui, creare un altro centro a qualche Km di distanza, significherebbe dare un colpo mortale al nostro turismo, senza risolvere il problema dell’immigrazione, che è serio e deve essere affrontato con responsabilità. Ritenendo, quindi, necessaria la solidarietà tra i popoli, sono convinto che l’accoglienza non possa essere lasciata al caso, ma debba rispondere a criteri di civiltà e portatrice di benessere, sia per l’immigrato che per le popolazioni ospitanti”.

    “Mi auguro, pertanto, che il Prefetto di Cosenza ed il commissario prefettizio di Casali del Manco – conclude la nota – riflettano sull’opportunità di consentire o meno l’istituzione del nuovo centro di accoglienza a Silvana Mansio, ascoltando anche gli altri rappresentanti istituzionali del territorio, ed in primis i Sindaci dei diversi Comuni circostanti, perché le eventuali conseguenze di tale scelta ricadrebbero sull’intero comprensorio. A tal fine auspico l’apertura di un tavolo di confronto con il coinvolgimento anche di una delegazione del comitato spontaneo di cittadini e villeggianti di Silvana Mansio”.

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