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Rende, Loizzo (Pd): Uno strano “rinvio” del Consiglio comunale

Il coordinatore della segreteria provinciale interviene alla luce di quanto successo oggi

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    RENDE – Siamo al capolinea: rinviare un consiglio comunale importante con motivazioni speciose significa che, a pochi mesi dalle elezioni, l’attuale Amministrazione non ha più cartucce da sparare – scrive in una nota Cesare Loizzo. Infatti, è specioso, a dir poco, chiedere il rinvio perché, come è stato riportato, «alcuni consiglieri dovranno andar via per motivi di lavoro». Come se il senso civico fosse sparito d’incanto dai rappresentanti dei cittadini, soprattutto quelli dell’attuale maggioranza. Invece sono importanti i punti all’odg del consiglio comunale rinviato: tra cui la discussione del regolamento della Iuc e l’approvazione delle relative aliquote.

    L’aspetto più sconfortante di questa vicenda – continua Loizzo – è che l’attuale maggioranza aveva chiesto di discutere solo l’anticipazione di liquidità, infilata in fondo alla scaletta del dibattito, probabilmente per dotarsi di un po’ d’ossigeno e buttare fumo negli occhi dell’elettorato con cui l’appuntamento è imminente. È spontaneo chiedere riguardo alla “scusa” addotta dall’Amministrazione: quale datore di lavoro rifiuta un permesso per motivi civici a un suo dipendente? E quale professionista, anche impegnato, non riesce a ritagliarsi in anticipo il tempo per svolgere i doveri per cui gli hanno dato mandato i suoi concittadini? La verità è un’altra ed è decisamente più prosaica: l’attuale maggioranza è tale solo sulla carta, anche in seguito ai risultati delle Provinciali.

    E il tentativo di raggranellare spiccioli dal prossimo Bilancio denuncia l’affanno di un’Amministrazione che ha avuto cinque anni di tempo ma tenta fuori tempo massimo, dopo un mandato pessimo, di far vedere qualcosa ai rendesi. Non credo affatto – conclude Loizzo – che qualche cespuglio o albero potato o qualche buca tappata all’ultimo minuto possano mutare il giudizio nei confronti dell’Amministrazione uscente. Manna dovrebbe assumersi le responsabilità che chiede agli altri e tirare le somme: un fallimento durato cinque anni è davvero troppo. Soprattutto per Rende, che è regredita a livello politico e civile e merita ben altro.

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