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La Rai ‘punta’ sul Cosenza

Diretta tv per la sfida contro il Sud Tirol

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    Anche “mamma” Rai, tifa Cosenza. Saranno ancora una volta le telecamere della televisione di Stato a raccontare, per tutta la Calabria il primo atto della semifinale Sud Tirol-Cosenza. Il “boom” di ascolti che ha incollato migliaia di cosentini davanti alla tv, per assistere alla conquista di San Benedetto, ha convinto la Rai a strizzare di nuovo l’occhiolino ai Lupi. Che sia di buon auspicio? Speriamo. Domani sera, ore 20, il Cosenza, caricato a mille, con l’autostima alle stelle e con la consapevolezza di essere, almeno sul piano fisico e mentale, la squadra più forte di questo supplemento di campionato, scenderà in campo per “ululare” anche tra i boschi e le montagne, ancora innevate, dell’Alto Adige. L’aria d’altura, al Cosenza piace. Che, grazie a Braglia, ha imparato a non soffrire più di vertigini. I Lupi, dopo la vittoria di San Benedetto, hanno proseguito la marcia verso la nuova “fermata” per la B. Il Cosenza, in questo momento, è come un treno. Una freccia. In grado di accelerare contro chiunque. Tutino e Okereke, sono l’energia di questa squadra, senza dimenticare tutti gli altri. Un gruppo solido, una squadra unita, composta da lottatori e uomini, prima che da calciatori. L’imperativo categorico è continuare a divertirsi. Perchè, solo così, si può ancora vincere e stupire. Saranno 90 e passa minuti di passione, di sacrificio e, soprattutto, di testa, gamba e cuore. Anche nella lontana terra altoatesina, il Cosenza non sarà solo. Ci saranno i favolosi Ultrà della Sud, gli immancabili gruppi organizzati della Tribuna A e tutti coloro che, grazie a questo Cosenza, si sono riscoperti di nuovo orgogliosi di essere e di sentirsi “Lupi”. Anche il settore ospite dello stadio del Tirol, presenterà un colpo d’occhio sensazione. “Le bandiere sventoleranno, i tamburi torneranno a suonar. Forza, forza grande Cosenza, vinci ancor, vinci ancor per gli Ultrà”. Già li sentiamo cantare. Già avvertiamo l’ebbrezza della pelle d’oca. Sì, perché questo Cosenza, in fondo, sta facendo venire la pelle d’oca a tutti. Stupendo tutti. Forse, anche se stesso. Sono stati pochi, pochissimi fino a poco tempo fa, quelli che avrebbe scommesso sul Cosenza, dato anticipatamente per “spompato”, dato anticipatamente per “stanco”. Macchè. Braglia e il suo staff, la squadra, il diesse Trinchera (tornato prepotentemente sulla scena, ndc) il team manager Marulla, il presidente Guarascio e tutto quello che vive e ruota attorno al Cosenza e per il Cosenza, hanno trovato l’equilibrio giusto, hanno trovato l’alchimia giusta per assemblare un sogno. Le vittorie, esattamente come gli amori, sono la chimica. E, il Cosenza si ama. Si ama, a pelle. Anche per domani sera, il tecnico toscano, come sua abitudine, non ha dato punti di riferimento. Vuole, fino all’ultimo, nascondere il suo Cosenza. Per disorientare l’avversario, per tenere tutti sulla corda, per responsabilizzare chi entrerà in campo e chi si accomoderà in panchina. Sì, perché, la forza di questo Cosenza e l’intelligenza tattica, tecnica, caratteriale, di Braglia è proprio questa: in squadra non ci sono “titolarissimi”, non ci sono riserve, non esistono nemmeno i rincalzi. Sono tutti utili, alla causa. Tutti indispensabili, per un progetto. Cosenza vive quest’attesa, con l’ansia alle stelle. In giro, non si parla d’altro. Aneddoti, calcoli, ricordi, equazioni, formule tattiche. Ognuno dice la sua, ognuno si sente un “Lupo”. Cosenza, è già concentrata su domenica sera. I botteghini sono stati presi d’assalto. In meno di due ore, la tribuna A è stata “polverizzata”. E, anche gli altri settori dello stadio, crescono a vista d’occhio. Resta ancora la speranza che chi di dovere dia l’ok per l’apertura della tribuna B. B. Che suono magico. B. Come un ben augurante “B….entornato Cosenza”. Ma, restiamo calmi. Come insegna la filosofia orientale, il segreto per andare lontano è, un passo alla volta.

    Carmine Calabrese

    Daniela Santelli

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